Crosetti sul confronto Premier-Serie A: "Ci umiliano nel gioco, nel ritmo e nella felicità corale"
Il giornalista Maurizio Crosetti ha analizzato i risultati della due giorni di Champions sull'edizione odierna de La Repubblica, rimarcando la grande differenza tra la potenza inglese e la competitività italiana: "Nella preistoria del 1977, la Juventus andò a vincere il suo primo trofeo internazionale, l’ormai defunta Coppa Uefa, eliminando nel glorioso percorso i due Manchester: città dove, nella meno remota antichità del 2003, i bianconeri affrontarono il Milan nella finale tutta italiana di Champions. La Juve di quasi 50 anni fa non aveva neppure uno straniero: le frontiere erano ancora chiuse. Nessuno sarebbe mai più riuscito in un’impresa simile, e nessuno lo aveva fatto prima. Cos’è dunque accaduto, in mezzo secolo, se il carattere dominante del nostro calcio, anche nei confronti di chi il calcio lo aveva inventato, è completamente scomparso?
La vittoria tremenda dell’Arsenal sull’Inter ha mostrato un’abissale differenza di categoria. Tutto, negli inglesi, è stato superiore in modo clamoroso. E va quasi sempre così, quando li incontriamo: a parte la vittoria dell’Atalanta sul Chelsea, in questa stagione le abbiamo sempre prese, e molto male. Negli ultimi cinque anni, loro hanno vinto 15 volte e noi 8.
Ci umiliano nel gioco, nel ritmo, nella felicità corale del football che esprimono (atleti e pubblico), negli stadi pieni al 95 per cento, quasi tutti modernissimi e di proprietà, nell’intensità agonistica e dunque nella preparazione atletica, per non dire della potenza inimmaginabile dei loro bilanci".
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