Il Como può diventare un'icona globale del calcio? Un progetto difficile da far esplodere
Il Como non è il progetto della passione per il calcio. È l'inizio di un club preso per pochi euro e portato ai vertici del nostro campionato con accuratezza, con bravura, con soldi, assolutamente necessari per prendere giocatori bravi. Sarebbe stato un investimento epocale per qualsiasi imprenditore italiano, ma gli Hartono - che non sono mai stati avvistati allo stadio, diversamente da tanti vip - hanno un potere economico talmente infinito che possono permettersi di gettare dalla finestra milioni di euro ogni anno.
A confermarlo, dopotutto, ci ha pensato Mirwan Suwarso. "Per me, per noi, era una partita come un’altra. Non c’è tensione perché in questo momento siamo già ampiamente oltre il nostro obiettivo, migliorare il decimo posto. Stamattina ho parlato con uno dei proprietari Anche loro sono felici. Ma ripeto, si tratta solo di un piccolo risultato sportivo all’interno di un progetto a lungo termine".
Che è probabilmente quello di portare il Como a lottare con le big europee e mondiali. Magari autosostentandosi Per arrivare a certi livelli serve il brand, perché l'Atalanta - il migliore dei nostri club degli ultimi dieci anni - pur avendo una società sanissima, uno stadio bello e nuovo, continuità europea... Fattura poco più di 300 milioni di euro, un quarto rispetto al Real Madrid. Lo stadio nella prima metà dell'annata ha fatto segnare circa 8 milioni di incassi: la Juventus arriva a 60 in un anno, l'Inter a 90.
Il Como potrà arrivare a questi livelli? Solo trasformando il club in un'icona globale, come ha fatto il Paris Saint Germain: da una parte c'è Parigi, dall'altra il lago con una città di 83 mila abitanti e Milan, Inter, Atalanta vicine a "rubargli" bacino di utenza. Non sarà facile.
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