"Balla coi lupi" è già tormentone: tifosi dell'Avellino soddisfatti dell'arrivo di Ballardini
La scelta è stata di quelle forti. Non un traghettatore per arrivare a fine stagione e poi riprogrammare da zero, ma una guida tecnica autorevole e con trascorsi in categorie superiori. Uno che certo non avrebbe accettato di firmare un contratto fino a giugno del 2027 senza le dovute garanzie. La piazza ha accolto favorevolmente la decisione della società, al punto che “Balla coi lupi” è diventato già slogan- tormentone sul web. Del resto, in diverse occasioni, Davide Ballardini è stato sinonimo di salvezza. Certo, le ultime esperienze non sono state particolarmente fortunate: retrocessione col Sassuolo, niente miracolo a Cremona e salto all’indietro in serie B. Anche a Bologna e Palermo le cose non erano andate benissimo. Tuttavia, nel palmares, ci sono anche imprese indimenticabili sulle panchine di Bologna e Genoa, senza dimenticare la Supercoppa Italiana vinta all’epoca della Lazio in una finalissima con l’Inter del triplete dal pronostico apparentemente scontato. Ballardini, al di là di quelle che saranno le scelte tecnico-tattiche (si dovrebbe riproporre il 3-5-2), è quel sergente di ferro che serviva in questo momento. Quell’uomo d’esperienza e carisma in grado di risollevare il morale di un gruppo che, dilapidate tante chance tra le mura amiche, si ritrova nuovamente coinvolto nella lotta per non retrocedere pur con un margine ancora rassicurante sulla zona a rischio. “Sono felicissimo di essere qua e non vedo l’ora di iniziare a lavorare” ha detto subito dopo la firma, mentre sul web i tifosi biancoverdi mostravano gradimento per la scelta. Al punto da riservare qualche timido applauso alla squadra durante il primo allenamento targato Ballardini, un primo passo in avanti dopo i fischi e gli improperi del rovente post Pescara.
E’ chiaro che, a mente fredda, in tanti hanno anche ringraziato Raffaele Biancolino. L’oramai ex trainer biancoverde è stato bocciato dai numeri, dal rendimento della squadra, dai tanti gol subiti e dall’involuzione netta sul piano di un gioco che appariva monotematico e prevedibile. E nemmeno qualche esternazione riferita al mercato invernale ha fatto fare i salti di gioia alla proprietà. Tuttavia è innegabile che Biancolino, dopo aver scritto pagine di storia da calciatore, abbia comunque avuto meriti nel ritorno in B dell’Avellino attraverso una cavalcata quasi perfetta e che non può essere sminuita dal vantaggio che gli irpini trassero dall’esclusione di Turris e Taranto. La B, però, è un altro mondo e forse ha pagato l’assenza d’esperienza oltre che un rapporto forse non più di simbiosi con una parte della squadra, come testimoniato anche da alcune epurazioni sul finire del girone d’andata. Ora è tempo di ripartire e l’Avellino è atteso dalla trasferta sul campo di una Reggiana in crisi, ma che sta provando a risollevarsi da quando ha cambiato guida tecnica. Una sfida da non fallire, anche perché dopo i lupi sono attesi dal derby con la Juve Stabia e dalla trasferta estremamente ostica al Penzo di Venezia. Facile immaginare ci saranno novità di formazione, con Tutino che affiancherà Biasci in attacco e ballottaggi in difesa e a centrocampo. La società, infine, ha blindato il direttore sportivo Aiello, anche lui oggetto di contestazione da parte della curva Sud. E’ innegabile che il ds, artefice principale del ritorno in cadetteria, abbia allestito una rosa competitiva per quelli che sono gli obiettivi, operando alla grande in uscita e ottimizzando il budget a disposizione.
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