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La crisi dei club, la strategia degli agenti: ecco perché nessuno dei big in scadenza rinnova il contratto. Pogba? Meglio Vlahovic: la Juve per il futuro seguirà un'altra stradaTUTTOmercatoWEB.com
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domenica 19 settembre 2021 08:42Editoriale
di Raimondo De Magistris

La crisi dei club, la strategia degli agenti: ecco perché nessuno dei big in scadenza rinnova il contratto....

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
Lorenzo Pellegrini, Lorenzo Insigne, Andrea Belotti, Franck Kessiè, Paulo Dybala e Marcelo Brozovic. Sono i più importanti calciatori della nostra Serie A in scadenza di contratto. Non tutti, ma quelli che oggi più degli altri spostano gli equilibri. Qualcuno a parole è vicino alla firma, qualcun altro nemmeno quello. Trattative che vanno avanti da diversi mesi, tira e molla senza soluzione di continuità e senza conclusione. Perché? Per spiegarlo è necessario analizzare entrambi i punti di vista, quello delle società e quello dei giocatori.

La crisi dei club - E' un dato di fatto che nel calcio post pandemia il problema principale dei club, con la contrazione dei ricavi, sia quello di abbassare il monte ingaggi. La scorsa estate abbiamo visto un numero molto alto di giocatori cambiare club a parametro zero e muoversi senza (apparente) costo del cartellino. Messi il caso più clamoroso, Donnarumma e Calhanoglu quelli che più hanno fatto discutere in Italia. E la prossima estate, soprattutto in Serie A, la situazione non sarà troppo diversa. Questo perché le società non possono più concedere certi stipendi, mantenere promesse che la crisi economica ha svuotato. Pur sapendo di poter perdere giocatori importanti a parametro zero, e di doverli poi sostituire sul mercato, i club italiani certi ingaggi non possono più permetterseli. E allora il Napoli per il suo capitano, oggi, non vuole/può arrivare nemmeno all'attuale ingaggio. Il Toro non arriva ai 4 milioni che il Gallo chiede per continuare ad essere la bandiera granata, la Juventus non arriva allo 'stipendio alla De Ligt' che chiede Dybala. Perché l'olandese quel contratto l'ha firmato prima della crisi, l'argentino invece deve farlo ora. E non è la stessa cosa. Anzi, è proprio tutta un'altra storia.

La strategia degli agenti - I giocatori trattano quindi con società incapaci di esaudire le loro richieste economiche. Gli accordi che prima della crisi si trovavano in pochi giorni adesso non arrivano nemmeno dopo mesi, anche anni. Però i calciatori sanno di avere pur sempre il coltello dalla parte del manico e per questo motivo, consigliati dai procuratori, adottano tutti la stessa strategia: aspettare, aspettare e ancora aspettare. Il ragionamento è pressoché lo stesso per tutti: "Nel momento in cui i club non possono/vogliono esaudire la mia richiesta, perché firmare?" In alcuni dei casi citati all'inizio dell'editoriale la firma arriverà, ma nessuno firma adesso. E grossomodo tutti non lo fanno per due motivi, strettamente collegati.

1) Aspettare vuol dire mettere ancor più alle corde la società. Più passa il tempo, più il club prende coscienza del rischio che corre perdendo a zero un patrimonio tecnico ed economico.

2) Aspettare vuol dire attirare anche l'attenzione di altri club e sperare che - loro sì - mettano sul piatto le cifre richieste. Magari altre offerte non arrivano, e a quel punto puoi pur sempre accettare quella del tuo attuale club. Ma quando arrivano (per giocatori di questo livello, è praticamente scontato...) o puoi decidere di andare via o puoi usare quell'offerta per giocare al rialzo con la tua società. Per loro è una situazione win win: perché precludersi a priori questa possibilità?

"Pogba potrebbe tornare alla Juve". Ma la Juve ha altre idee - A proposito di calciatori in scadenza di contratto, quello più importante della scuderia Raiola è senza dubbio Paul Pogba. Passato dal Manchester United alla Juventus a parametro zero e tornato al Manchester United per oltre 100 milioni di euro, il centrocampista campione del Mondo potrebbe nuovamente salutare i red devils a parametro zero. E' l'esempio più chiaro e limpido di quanto, oggi, il mercato sia in pugno ai grandi giocatori piuttosto che ai grandi club.
Ma il tema oggi non è questo, bensì le parole di Raiola che ha cominciato a movimentare il 'suo' mercato: "Sì, potrebbe tornare alla Juventus", ha detto nel corso di una intervista alla 'Rai'.
Una strategia di Raiola per ricordare che Pogba è in scadenza e che avrà un gran mercato. Non però la strategia della Juventus, che ha ormai archiviato l'era dei parametri zero con ingaggi principeschi.
Pogba quest'anno guadagnerà circa 17 milioni di euro netti. Al suo prossimo club, per firmare da svincolato, ne chiederà almeno altrettanti. A 29 anni, per l'ultimo grande contratto della carriera, probabilmente anche di più. Un'operazione che è quanto di più distante dal nuovo corso bianconero, come detto da Cherubini qualche giorno fa: "Sul mercato andremo a cercare i giocatori come Haaland prima della definitiva maturazione. Qualsiasi investimento andrà nella direzione di un profilo giovane. È fuori dal progetto puntare su un altro tipo di giocatori".
Parole che mettono già oggi una pietra sopra al ritorno in bianconero di Pogba, nonostante le parole di Raiola. Dichiarazioni che vanno nella direzione di un altro grande investimento: Dusan Vlahovic. Altro giocatore che, a proposito di accordi che non arrivano, difficilmente rinnoverà il contratto con la Fiorentina in scadenza nel 2023 e la prossima estate - dopo una stagione che si preannuncia da grande protagonista - tenterà il grande salto. Con la Juve in prima fila: lui sì che sarebbe acquisto in linea col nuovo corso bianconero.
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