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Il vero Bologna riemerge in Europa: prestazione, rimpianti e un sogno da inseguire a RomaTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 09:00Serie A
di Leonardo Nevischi

Il vero Bologna riemerge in Europa: prestazione, rimpianti e un sogno da inseguire a Roma

La notte di Europa League restituisce finalmente il vero Bologna. Quello che in campionato, negli ultimi mesi, è apparso diluito e meno incisivo, ma che in coppa continua invece a sprigionare tutta la sua effervescenza. Tolto il passo falso all’esordio contro l’Aston Villa — peraltro possibile avversaria ai quarti delle italiane dopo l’1-0 ottenuto a Lille — il cammino europeo dei rossoblù parla chiaro: quello di ieri è il decimo risultato utile consecutivo. Un dato che certifica la qualità del lavoro svolto e, allo stesso tempo, ricorda quanto sia complicato sopravvivere al ritmo serrato del calendario tra giovedì e domenica. Qualcosa inevitabilmente si lascia per strada, soprattutto se non si dispone di due squadre complete. E il Bologna, di fatto, non può permetterselo, soprattutto con giocatori chiave come Jhon Lucumí e Santiago Castro costretti praticamente agli straordinari. Alla vigilia della gara, Vincenzo Italiano era chiamato a gestire una pressione enorme. Il pesante ko di domenica contro l’Hellas Verona aveva riacceso dubbi e tensioni, mentre il Dall’Ara — da fortino che era — negli ultimi tempi si è trasformato in un vero rompicapo: sette sconfitte nelle ultime nove partite interne. Dall’altra parte, Gian Piero Gasperini doveva invece fare i conti con un’emergenza di formazione quasi senza precedenti. L’ultimo forfait, quello di Manu Koné, si è aggiunto a una lista già lunghissima che comprendeva Angeliño, Soulé, Dybala, Ferguson, Dovbyk e lo squalificato Mancini. Altro che estetica del gioco: per entrambe le squadre la priorità era semplicemente restare in corsa. Se però c’è stata una squadra che ha davvero provato a vincerla dall’inizio alla fine, quella è stata il Bologna. Il termometro della partita è rappresentato dai rimpianti: decisamente più grandi quelli rossoblù. Per circa settanta minuti la squadra di Italiano ha tenuto il controllo della gara, dando la sensazione di poterla indirizzare definitivamente. Non a caso, nel dopopartita, il volto dell’allenatore rossoblù raccontava sentimenti contrastanti. Da una parte la soddisfazione, dall’altra una punta di rammarico. “Dopo tanto tempo — ha spiegato Italiano — ho rivisto molte cose del vecchio Bologna”. Ma nelle sue parole si percepiva anche il desiderio di dare una sorta di simbolico richiamo ai suoi ragazzi: perché questa versione della squadra non si è vista anche nei mesi difficili in campionato? “Dentro di me convivono due sensazioni - ha ammesso il tecnico -. Da una parte la soddisfazione per l’atteggiamento, l’applicazione e lo spirito che ci avevano permesso di vincere tante partite all’inizio della stagione. Dall’altra penso che, se avessimo sempre giocato così, da gennaio in poi qualche gara in più l’avremmo portata a casa”. Adesso però lo sguardo è rivolto a Roma. Il passato non si può cambiare, ma il futuro sì, e la prestazione di ieri offre basi più solide su cui costruirlo. Tra sette giorni, allo Stadio Olimpico, il Bologna proverà a centrare l’impresa. Un palcoscenico che richiama alla memoria alcune delle pagine più gloriose della storia rossoblù: dallo scudetto del 1964 alle vittorie in Coppa Italia di dieci anni più tardi, fino al ricordo più recente, quello del 14 maggio scorso. Una tradizione di grandi serate romane alla quale i rossoblù sperano di aggiungere un nuovo capitolo.