Cagliari, lo stadio "Gigi Riva" nella palude burocratica: incombe un grosso rischio. Giulini e quell'incontro a tre in un ristorante sardo di Milano...
di Sergio Demuru
Mentre la squadra lotta sul campo per blindare la salvezza, fuori dal rettangolo verde si gioca una partita ben più lunga e logorante: quella per il nuovo stadio intitolato a Gigi Riva. A distanza di mesi dalle ultime promesse, la situazione sembra essersi arenata in una palude burocratica che preoccupa non poco la società e la tifoseria.
Il progetto definitivo c’è, la volontà del club di Giulini anche, ma a mancare è sempre la "quadra" finanziaria. L’aumento vertiginoso dei costi delle materie prime ha fatto lievitare il piano economico-finanziario ben oltre i 157 milioni iniziali, creando un "buco" che nessuno sembra voler colmare.
Regione e Comune continuano un dialogo a distanza che, per ora, ha prodotto più tavoli tecnici che ruspe in azione. La “Unipol Domus”, nata come soluzione temporanea, rischia di diventare la casa dei rossoblù per molto più tempo del previsto. Una struttura che, per quanto accogliente e "calda", non può essere il futuro di un club che ambisce a una dimensione importante nel panorama calcistico nazionale.
I tifosi, che sognano una cittadella dello sport moderna e degna della memoria di "Rombo di Tuono", iniziano a mostrare segni di insofferenza verso questo immobilismo. Sullo sfondo incombe la scadenza cruciale di Euro 2032. L’Italia (con la Turchia) ospiterà gli Europei e Cagliari è tra le città candidate. Ma senza un progetto cantierabile e tempi certi, la candidatura traballa pericolosamente.
Perdere il treno degli Europei non significherebbe solo rinunciare a una vetrina mondiale, ma certificherebbe il fallimento di un'intera classe politica incapace di dotare l'Isola dell'infrastruttura che merita. La domanda che tutti si pongono è: quanto ancora dovrà aspettare il popolo sardo per vedere posata la prima pietra?
A Milano, in un noto ristorante sardo, c’è stato un vertice per confrontarsi tra il presidente della società rossoblù, Giulini, l’editore dell’Unione Sarda Zuncheddu, e Maurizio Fiori, il riferimento del club per quanto riguarda il fondo americano destinato a supportare il Cagliari nella costruzione del nuovo impianto. Tra l’altro lo stesso Fiori è stato investito della carica di vice-presidente. Il tema centrale, inevitabilmente, è il nuovo stadio "Gigi Riva".
Dopo il deposito del Piano Economico-Finanziario a dicembre, la macchina burocratica ha bisogno di una spinta politica e mediatica decisiva. La presenza di Zuncheddu non è casuale: il supporto del principale gruppo editoriale sardo è fondamentale per mantenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni in questa fase delicatissima.
L'invito a Maurizio Fiori apre invece scenari intriganti sul fronte della solidità finanziaria. Il fine è quello di un possibile allargamento della base societaria o, quantomeno, di una sinergia tra grandi imprenditori sardi per garantire al club quel "paracadute" necessario a navigare con ambizione nel 2026.
Nell’incontro si sarà parlato di pianificare quelle che sono le priorità per dare inizio ai lavori e cercare di trovare risorse importanti per riuscire a chiudere il cerchio. L’esborso economico totale, in caso non arrivino i fondi dal versante pubblico, è fuori dalla portata della società cagliaritana, che dovrebbe sobbarcarsi già un onere importante affiancando i contributi regionali. Va bene la partecipazione degli americani, ma sicuramente occorrono anche altre risorse per riuscire a terminare l’opera.






