Calciomercato Cagliari, il coraggio di alzare l'asticella. Ma la vera sfida si gioca fuori da campo
Cagliari, un girone d'andata con la schiena dritta. Ora il mercato e il coraggio di alzare l'asticella. Ma la sfida vera si gioca fuori dal rettangolo verde
La chiusura del girone di andata è sempre un momento di riflessione, laddove ogni società che si rispetti tira un primo bilancio della stagione. Anche perché coincide con l’apertura delle trattative invernali o mercato di riparazione che dir si voglia.
In questa fase ascendente della stagione il Cagliari ha avuto colpi bassi da parte della dea bendata non certo di secondo piano. Si sono infortunati giocatori che avevano un ruolo importante nell’economia del gioco messo in piedi da mister Pisacane, a cominciare dal “gallo” Belotti, per proseguire con Felici e per chiudere con Folorunsho.
Senza dimenticare il fatto che Yerry Mina è andato anch’egli a corrente alternata causa varie problematiche fisiche che il giocatore si porta dietro nel tempo. Insomma, tutta una serie di inconvenienti che comunque non hanno minato o distratto la squadra che ha assorbito le disavventure senza farsi trovare impreparata.
Alla resa dei conti diciannove punti in diciannove partite non sono un’inezia, soprattutto se rapportati al rendimento di quelle squadre che hanno il medesimo obiettivo dei rossoblù. Dovranno essere bandite le distrazioni che spesso coinvolgono i componenti della linea arretrata. Anche a Cremona, in occasione dell’ultima uscita, il Cagliari ha incassato due gol evitabilissimi, figli dell’approssimazione negli interventi.
In un contesto generale, nonostante ci sia in squadra Caprile, uno dei migliori prodotti della stagione che lo hanno portato pure ad una convocazione in Nazionale, la compagine di Fabio Pisacane ha incassato 27 gol, più di uno a partita, mostrando in svariate occasioni di non saper “leggere” le situazioni.
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