Cagliari, Pisacane: "Orgoglioso dei miei ragazzi, trenta punti ancora disponibili per rialzarci"
La sconfitta brucia, ma Fabio Pisacane lascia l'Unipol Domus con la testa alta. Il Cagliari cede 2-1 al Como in uno degli anticipi della 28esima giornata di Serie A, decidendo la sfida i gol di Baturina al 14' e di Da Cunha al 76', con il momentaneo pareggio di Sebastiano Esposito al 56' che aveva riacceso le speranze dei rossoblù. La squadra di Pisacane si ferma a quota 30 punti in tredicesima posizione insieme al Torino, mentre i lombardi salgono a 51 agganciando la Roma al quarto posto.
Nonostante il risultato, il tecnico del Cagliari ai microfoni di Dazn ha voluto sottolineare la prestazione della propria squadra, colpita da un'ampia lista di indisponibili e costretta ad affrontare un avversario di primissimo piano con risorse ridotte, trovando nella partita di Folorunsho e nel ritorno al gol di Esposito segnali concreti di un gruppo che non si è mai arreso.
Come valuta la reazione della squadra dopo il primo gol subito e poi la rete incassata nel finale che ha chiuso la partita?
"Io non mi concentrerei sulle reazioni, penso che la squadra oggi, al netto delle difficoltà e delle assenze, e di un avversario di grandissimo calibro di fronte, abbia fatto una partita di grandissima caratura, perché all'interno di questa gara ci sono più cose che bisogna analizzare. Quando una squadra come la nostra, che conosce il proprio obiettivo, si ritrova orfana di sei o sette calciatori potenziali titolari, non è facile. Però, come ho sempre detto, noi siamo alla ricerca di soluzioni e oggi le abbiamo messe in atto, perché la squadra ha fatto molto bene, ha tenuto il campo, è stata aggressiva, non ha fatto un blocco basso e ha cercato di alternare tante situazioni. Per cui sono orgoglioso di questi ragazzi, perché so quello che stanno facendo e come stanno stringendo la cinghia. Oggi abbiamo recuperato un calciatore dal primo minuto come Folorunsho, con Esposito tornato al gol, per cui non mi concentrerei sulla reazione ma su quello che oggettivamente è andato bene, cose che era da tempo che non vedevamo".
Avete recuperato Folorunsho e lo avete proposto in una posizione più avanzata rispetto al solito. L'idea è quella di continuare a utilizzarlo in questa maniera anche nelle prossime partite oppure la sua collocazione naturale resta più arretrata?
"Guarda, se avessi anche Borrelli a disposizione e sapessi che certe situazioni possono essere ovviate da altri calciatori, lo arretrerei. Penso però che un ragazzo che sta fuori da due mesi ha bisogno di non avere troppi vincoli cognitivi, come può averne invece nel cuore del centrocampo. Folorunsho ha già ricoperto quel ruolo e ha fatto una delle sue migliori stagioni a Verona proprio in quella posizione, tra trequartista e punta, poi a seconda delle situazioni si muove e ti crea mobilità. Rispondendo alla tua domanda, sì, è una soluzione anche per il futuro, in attesa di recuperare Borrelli, perché oggi ho Mendy, ho Pavoletti e ho Folorunsho, che hanno struttura, e ovviamente se non mettessi Folo lì sarei ancora più carente, perché oltre a Pavoletti avrei solo un ragazzo del 2007 con quelle caratteristiche".
Esposito è un giocatore che a volte non sembra il classico bomber per numero di gol ma che entra in nove azioni decisive, con cinque assist e quattro reti, e fa un lavoro per la squadra incredibile. Oggi è tornato a segnare, quanto conta per lui e per il gruppo questo gol?
"No, io sono contentissimo del suo lavoro, oggi ero convinto, ero straconvinto che lui sarebbe tornato a fare gol, lo sentivo. Sono felice perché so quanto ha sofferto in questo periodo, soprattutto tra le mura amiche, però sono soddisfatto perché, al netto del gol che mancava da tante partite, non ha mai fatto mancare la sua dedizione, il suo atteggiamento, la sua attitudine, che sono valori che questo stemma ti richiede. Per cui faccio un grandissimo complimento al ragazzo, perché so quanto ha sofferto, e oggi al netto della sconfitta tornare a fare gol è qualcosa che ci permette di avere un calciatore in uno stato d'animo più che positivo da qui alla fine, e per noi questo è importante".
Arriva adesso una partita importante come quella a Pisa, che può valere tanto in chiave classifica. Come si prepara una gara del genere conoscendone il peso, la pressione che si può avere e con una vittoria che manca dal 31 gennaio?
"Come abbiamo fatto fino ad oggi preparando le altre. È normale che i punti oggi in Serie A li puoi prendere ovunque: abbiamo visto che noi abbiamo lasciato tre punti con il Lecce, che per gli altri poteva sembrare una partita scontata, ma in questo campionato non esistono partite scontate. Ne abbiamo fatti sei contro Fiorentina e Juventus, e aggiungerei tre con la Roma in casa, per cui sono partite proibitive sulla carta ma che certificano che questo è un campionato dove si possono fare punti contro chiunque. La pressione deve essere una pressione costruttiva e non distruttiva, per cui io non mi focalizzerei sul risultato della gara. Penso che questa squadra si deve fare forza della grandissima prestazione messa in campo oggi contro un avversario importante, e continuare a fare quello che le riesce meglio, mettendo in atto quello che viene preparato. Mancano dieci partite da qui alla fine, ci sono trenta punti in palio, sono convinto che andando avanti così Pisa è una delle dieci partite in cui possiamo fare punti".
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