Barcellona, Rodri: "Dire no al Real Madrid non è stato per niente facile"
A poche settimane dal suo arrivo, Rodri ha ripercorso ai microfoni di Mundo Deportivo il retroscena che ha portato il centrocampista spagnolo, 30 anni, a scegliere il Barcellona anziché il Real Madrid nella scorsa estate, svelando dettagli inediti sulla trattativa che lo ha visto conteso tra i due colossi della Liga.
Il duello con il Real Madrid e la chiamata di Mourinho
Il centrocampista ex Manchester City ha raccontato di aver vissuto un'estate tutt'altro che tranquilla per prendere la decisione: "Avrei preferito due o tre settimane di vacanza tranquille, e non lo sono state affatto. Ho dovuto analizzare molte cose e prendere una decisione così importante tra due dei migliori club al mondo. Alla fine ho scelto sul piano sportivo, per quello che sentivo di più e per capire dove potevo vincere e crescere di più come giocatore. Non è stata affatto una decisione facile, dire no al Madrid non è semplice, soprattutto perché hanno avuto un comportamento esemplare con me". Sul contatto diretto con José Mourinho, Rodri ha aggiunto: "Non credo sia mio compito svelare una conversazione privata, ma ovviamente mi ha espresso la sua voglia che andassi lì e quello che avrei potuto dare alla squadra. Il trattamento è stato ottimo. Quando ho preso la decisione l'ho chiamato per ringraziarlo dell'interesse".
Le chiamate decisive di Flick e Deco
A convincerlo, spiega il giocatore, sono stati soprattutto i colloqui con l'allenatore Hansi Flick e con il direttore sportivo Deco: "Quello che mi ha attratto di più di Hansi è il suo modo di essere: la voglia di migliorare ogni giorno, di non accontentarsi mai, di non credere di aver già raggiunto un limite e di pretendere sempre di più". Su Deco: "Non mi hanno mai messo pressione su nulla, hanno solo espresso la voglia di poter contare su di me. Mi è piaciuto molto il modo di trattarmi, senza quell'ansia. Era più un tema calcistico che un tentativo di convincermi con i numeri".
L'obiettivo Champions League
Guardando alla stagione, Rodri si è detto ambizioso ma realista sull'obiettivo Champions League: "Vedo che è un titolo raggiungibile, ma non credo che siamo favoriti: bisogna capire da dove veniamo e cosa serve per essere campioni, e questa squadra deve ancora limare diversi aspetti". Il giocatore ha citato in particolare la gestione dei momenti chiave nelle eliminatorie, imparata nelle sue precedenti esperienze europee con il City.
Il giudizio su Julián Álvarez
Avendo condiviso lo spogliatoio del Manchester City con Julián Álvarez, a Rodri è stato chiesto se lo porterebbe volentieri al Barcellona e la risposta non ha lasciato dubbi: "Mi sembra un giocatore sensazionale. Ovviamente lo prenderei, Julián. Ho avuto la fortuna di stare con lui un paio d'anni e per me è un giocatore incredibile". Il centrocampista ha poi spiegato cosa renda così speciale l'attaccante argentino, oggi all'Atletico Madrid: "È incredibile. A me sembra straordinario. Tra l'altro giocava quasi più da 10 che da 9, lui che veniva dal ruolo di prima punta. Ma si è adattato benissimo anche a fare la mezzapunta, il trequartista, e ha giocato pure da interno. Per me è un giocatore spettacolare".






