"C'è chi ha bisogno di un anno sabbatico, io riposerò da morto": Mourinho, frecciata a Guardiola?
La storica rivalità tra José Mourinho e Pep Guardiola resiste, dopo anni di carriera per due degli allenatori più iconici e vincenti della storia del calcio. Stavolta però la saga prosegue fuori dal campo, perché lo Special One si è lasciato scappare una frase che sembra diretta al tecnico catalano e alla sua decisione di staccarsi temporaneamente dal calcio dopo aver concluso il ciclo di dieci anni d'oro al Manchester City. Nella miniserie documentario Netflix sulla carriera dell'attuale allenatore del Real Madrid, il portoghese ha esposto la sua particolare visione su quei colleghi che hanno bisogno di interrompere la propria attività per riposare.
"Alcuni tipi hanno bisogno di un anno sabatico, cosa che odio. Odio quella parola. Per me, un anno sabatico significa debolezza. Non parlarmi di anni sabatici. Non ho mai bisogno di riposare. Riposerò quando sarò morto", ha dichiarato Mourinho. Sebbene non abbia mai menzionato Guardiola, il commento arriva mentre il suo vecchio avversario sta attraversando proprio questo momento, dopo aver lasciato i Citizens ed essere stato accostato a numerosi club e panchine di Nazionali, tra cui quella dell'Italia.
"Il mio mondo è entrare in uno stadio di calcio con 50mila o 90mila tifosi. Ne ho avuti anche 100mila. Questo è il mio mondo. Senza il calcio, sento che mi manca qualcosa. Ma non credo che sia un'ossessione", ha proseguito nella riflessione l'ex tecnico di Inter e Roma. "Non la vivo come un'ossessione. Quando raggiungi un certo livello, vuoi semplicemente rimanerci per sempre. Non riesco nemmeno a immaginare quando smetterò di dedicarmi al calcio. Dico altri 10 anni, ma forse anche più di 10. È divertente. Voglio vincere altri titoli. Voglio farlo in posti in cui non sono mai stato e voglio farlo in posti in cui sono già stato in passato".
Il documentario ripercorrerà le tappe di carriera di Mourinho, che conta 1240 panchine, con un bilancio di 766 vittorie, 251 pareggi e 223 sconfitte. Cifre destinate a cambiare nuovamente a breve, quando ripartirà la stagione e tornerà a guidare il Real Madrid nella stagione 2026/27.






