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Mondiali 2026, paura per Messi e Cristiano Ronaldo: minacce e attentati sventati negli USA

Mondiali 2026, paura per Messi e Cristiano Ronaldo: minacce e attentati sventati negli USA TUTTOmercatoWEB
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Giacomo Iacobellis
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Giacomo Iacobellis
Oggi alle 13:11Calcio estero
Un rapporto della polizia USA ha svelato dei dettagli inquietanti soprattutto sulla Pulga argentina, al centro di due attentati fortunatamente "falsi".

Dietro lo spettacolo dei Mondiali 2026 si nasconde un quadro inquietante legato alla sicurezza. Un rapporto della polizia statunitense, citato dal quotidiano spagnolo Marca, ha ricostruito una serie di minacce ad alto rischio emerse durante il torneo e gestite attraverso la collaborazione tra FBI e IPCC, il Centro per la Cooperazione della Polizia Internazionale. Tra i principali bersagli c’è stato Lionel Messi, finito nel mirino in almeno due occasioni. Prima della sfida della fase a gironi tra Argentina e Giordania, una telefonata all’aeroporto di Dallas aveva fatto scattare l’allerta: un uomo aveva minacciato di entrare nello stadio insieme a due complici, armato di un fucile d’assalto AR-15 e di bombe artigianali, indicando esplicitamente il fuoriclasse argentino come obiettivo.

Falso allarme all'Atlanta Stadium

Un secondo episodio si è verificato prima degli ottavi di finale tra Argentina ed Egitto. Sui social era comparso un messaggio nel quale un sospetto minacciava di entrare all’Atlanta Stadium e far esplodere Messi con quattro bombe legate al corpo. Durante la stessa partita era inoltre arrivata una segnalazione anonima sulla presenza di ordigni nascosti nei cestini delle tribune. Le unità cinofile specializzate sono intervenute per verificare la situazione, accertando fortunatamente che si trattava di un falso allarme.

Campanello d'allarme anche per CR7

Anche Cristiano Ronaldo è stato coinvolto in episodi che hanno fatto scattare l’allerta. La FIFA aveva segnalato all’FBI un individuo sospetto che cercava informazioni riservate sull’hotel della nazionale portoghese: l’uomo è stato poi arrestato dalla polizia di Houston all’interno della struttura. A Toronto, invece, un’altra persona è stata fermata mentre tentava di entrare nell’ascensore riservato a Ronaldo, sostenendo di voler semplicemente scattare un selfie. Non sono mancati infine episodi gravissimi contro gli arbitri: François Letexier ha ricevuto oltre 6.000 messaggi di odio e minacce di morte dopo Argentina-Egitto, mentre anche il VAR Willy Delajod è stato preso di mira. Le autorità francesi hanno quindi predisposto misure di protezione per entrambi e per le loro famiglie.

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