Il Newcastle è già una ex big. Le ragioni del ridimensionamento dei Magpies
Il mercato del Newcastle 2026/27 dà l'impressione di una vera e propria inversione a U da parte della proprietà, un ridimensionamento nonostante le grandi disponibilità economiche. La cessione di Bruno Guimaraes all'Arsenal per 87.5 milioni arriva dopo quella di Sandro Tonali al Tottenham per 108 milioni e Anthony Gordon al Barcellona per 80 milioni. 275.5 milioni incassati, saldo mercato che registra a oggi un +114 milioni. Rosa alla mano, i Magpies sono ben lontani dalle big. Gli acquisti ci sono stati, ma seguendo la politica dei giovani talenti (pagati comunque più del dovuto): Ewen Jaouen dal Reims, Bazoumana Touré dall'Hoffenheim, Sean Steur dall'Ajax e Aladji Bamba dal Monaco. Giocatori che vanno dai 17 ai 21 anni. Il più vecchio, Lukas Hornicek, ne ha 24 e arriva dal Braga. Niente instant team, insomma. Ma una squadra che deve sperare nell'esplosione di questi talenti.
Perché il Newcastle si sta ridimensionando
Ma cosa sta succedendo? Le ragioni sono legate a questioni di Fair Play Finanziario, col Newcastle che ha violato le regole sulla sostenibilità finanziaria imposte dalla UEFA ed è stata multata da essa per 6 milioni di euro. I Magpies nel triennio fino al 2029 dovranno sottostare a rigidi paletti, una situazione che impedirà alla proprietà di spendere come vorrebbe. La mancata qualificazione a una competizione europea è stata la mazzata finale.
Le parole del CEO
"Non è piacevole ricevere una notifica di non conformità, dover andare a Nyon e dare spiegazioni a un tribunale, negoziare i termini della multa e sottoscrivere un piano di risanamento che richiede di tornare alla conformità" ha dichiarato il CEO del club, David Hopkinson, nel corso di un'intervista a The Athletic. "Il nostro monte ingaggi era pronto per la Champions League. Ma non siamo in Champions League. Quest'anno non siamo in Europa e abbiamo dovuto apportare delle modifiche alla nostra rosa in linea con questa realtà".






