PSG, bufera su Al-Khelaifi. L'accusa dell'ex maggiordomo: "Tentarono di rapirmi"
Da collaboratore fidato di Nasser Al-Khelaïfi a protagonista di una dura battaglia giudiziaria contro il presidente del PSG. Hicham Karmoussi, suo ex maggiordomo, è intervenuto a "Complément d'enquête" su France 2 tornando sulle accuse formulate nella denuncia presentata nel marzo 2023 per fatti che, secondo la sua ricostruzione, sarebbero riconducibili a lavoro sommerso e molestie psicologiche. Karmoussi sostiene di aver iniziato a collaborare con Al-Khelaïfi a metà degli anni Duemila, passando a tempo pieno dal 2011 senza un contratto di lavoro. "Eravamo molto legati. Eravamo quasi come fratelli", ha raccontato, spiegando però che la situazione sarebbe progressivamente peggiorata dal 2015. Nel settembre 2023 ha poi avviato anche un'azione civile relativa agli stessi fatti.
Karmoussi: "Non avevo vacanze, dovevo stare con lui 24 ore su 24"
L'ex collaboratore ha descritto condizioni di lavoro particolarmente pesanti: "Non mi era permesso vedere la mia famiglia; dovevo stare con lui 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non avevo vacanze. Se ero stanco, non riuscivo a dormire; potevo dormire solo quando dormiva il capo". Karmoussi sostiene inoltre di essere stato costantemente reperibile: "Ricevi email alle 3, alle 4, alle 6 del mattino e messaggi, e devi rispondere. Se non lo fai, finisci nei guai". Ha quindi parlato di "violenza, non fisica, ma psicologica. Sputi, insulti". Nella denuncia ha anche affermato che nel 2017, su richiesta di Al-Khelaïfi, avrebbe custodito documenti riservati, compresa una chiavetta USB contenente diversi contratti stipulati con l'ex segretario generale della FIFA Jérôme Valcke, con l'obiettivo di evitare che venissero trovati durante una perquisizione.
Le accuse sul presunto rapimento e la replica di Al-Khelaïfi
Ancora più grave un'altra accusa formulata da Karmoussi, che sostiene di essere stato oggetto di tentativi di rapimento. Dopo aver trovato cambiate le serrature del proprio appartamento a Parigi, gli sarebbe stato indicato di recarsi a Doha per recuperare le chiavi: "Ho capito che mi stavano tendendo una trappola. Hanno tentato di rapirmi due o tre volte. Poi ha mandato delle persone a casa mia e hanno cercato di costringermi a salire in macchina. Ero terrorizzato. Sapevo che se fossi andato in Qatar, non sarei più tornato". Accuse respinte dall'entourage del presidente del PSG: "Negli ultimi anni, purtroppo, ci siamo abituati a campagne diffamatorie completamente folli e infondate, alle quali non ci degneremo di rispondere ulteriormente sui media", ha dichiarato un portavoce di Al-Khelaïfi, ribadendo la fiducia "nello stato di diritto e nel sistema giudiziario". Nel maggio 2025 la procura ha annunciato la nomina di un giudice istruttore per il caso.
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