Como, Fabregas insiste: la coperta è corta. Il mercato può aiutare, ma Kempf cosa fa?
Un filotto di 9 gare casalinghe in campionato senza mai perdere, ma il Como alla fine cade anche al Sinigaglia. Proprio nella sua fortezza inespugnabile il Milan ha trovato la forza di vincere, tirando fuori carattere e colpi di campioni - Maignan e Rabiot su tutti - che hanno tracciato un solco importante tra i lariani e i rossoneri. "Poi chi gioca da risultatista oggi ha ragione assoluta", la vena polemica di Fabregas contro chi sostiene la vena Allegriana del Diavolo. Intanto, al netto del ko per 1-3, non è sembrato esserci poi tanto divario. Senza dimenticare le assenze pesanti dei biancoblù.
Punto debole con le big
"Se giocassimo di nuovo e alla stessa maniera questa partita, la vinceremmo probabilmente", ha garantito Cesc Fabregas, timoniere del Como, in conferenza stampa post-partita. Perché il successo del Milan risiede nel cinismo, grande pecca invece del Como degli enfant terribles. Non per le parate sensazionali di Maignan su Nico Paz, quanto invece per l'occasione colossale del possibile raddoppio di Da Cunha, che ha deviato centralmente e a due passi da Maignan. Nel complesso troppe chance gettate via che avrebbero potuto cambiato l'inerzia del match, come giù accaduto - seppur in misura ridotta di palle gol - con Atalanta, Bologna, Napoli.
Fattore stanchezza, mercato da sfruttare
Fabregas non l'ha nascosto, quasi come a voler meditare tra sé. "Siamo corti come numero di giocatori", il commento dell'allenatore del Como che dunque apre una riflessione a proposito del serbatoio di benzina dei giocatori. Seppur con la carta d'identità agevolata, molti tasselli della squadra di Fabregas sono calati vistosamente a livello atletico dall'ora di gioco in avanti. Come anche di attenzione, e infatti le due reti di Rabiot nascono da errori superficiali. Ma il punto si ripropone: il mercato invernale sarà anche breve e intricato, ma correrebbe in aiuto dei biancoblù per rimpolpare la rosa. Morata, Addai, Diao e Goldaniga gli infortunati incatenati in infermeria. Mentre Douvikas conferma di essere stato letale solo contro la Lazio tra le big affrontate complessivamente, lasciando in bianco il Como in attacco.
Kempf a rischio?
"In futuro penso che la nostra filosofia sarà di andare avanti con gente giovane. Ogni volta meno persone di 30 e qualcosa anni…", ha confidato Fabregas alla vigilia del super match contro il Milan, a proposito di rumor di mercato su Bernardo Silva al Como. Una dichiarazione che però ha posto subito l'accento sul futuro di Marc Oliver Kempf: il centrale tedesco prossimo ai 31 anni - il 28 gennaio - ha il contratto in scadenza nell'estate del 2027 e appena sei mesi fa era stato corteggiato dal Bologna. E se a fine stagione partisse? Lui intanto ha fatto un'ammissione: "Onestamente non ho parlato del rinnovo con la società". Dunque, i discorsi di un eventuale prolungamento non sono ancora andati in scena e questo è un tema. Intanto come rivelato da TMW, la volontà di Kempf è rimanere: Sedersi a parlare a quattr'occhi con la dirigenza a fine campionato magari, a bocce ferme, per decidere il prossimo passo insieme. Oppure no. Ma lui a Como sta bene, quindi tanto dipenderà dalla posizione del club. Per il domani che verrà.
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