Juve scatenata, dopo Kolo e Ala pronti altri quattro colpi. Zirkzee ha detto sì, scelto il portiere. Poi difensore e centrocampista. Il sogno Teo Hernandez. Inter, l’allarme di Chivu: serve l’esterno. Milan bloccato: Leao e altri tre da vendere
Prima Kolo Muani, poi Alajbegovic, una doppietta della Juventus scuote il mercato. Il centravanti inseguito da una vita e il fantasista-esterno sono costati una ottantina di milioni, Carnevali ha deciso di dare una accelerata al mercato senza aspettare le tante cessioni che dovrà fare. Queste due operazioni in ponte da tempo andavano chiuse, ma non saranno le sole.
Sono quattro gli obiettivi ancora da centrare nelle prossime ore e parliamo del portiere, difensore centrale, centrocampista e attaccante con un sogno chiamato Theo Hernandez. Ma andiamo con ordine.
PORTIERE - Il nome più caldo è sempre quello di Vicario che il Tottenham è disposto a dare in prestito con diritto, ma pur riconoscendo il valore del giocatore non tutti sono convinti che sia la soluzione migliore, a cominciare da Spalletti che l’ha avuto in nazionale. La Juve spenderebbe più volentieri su Suzuki, il giocatore ha già dato l’ok e la preferenza al club bianconero, ma trenta milioni sono un ostacolo non da poco. E nel frattempo s’è pure inserito il Psg con la sua potenza economica.
Massara sta lavorando a tutto tondo, ha sondato anche il Benfica per l’ucraino Trubin ma s’è sentito sparare quaranta milioni. Lo Shakhtar ne chiede invece venti per Riznyk, ma è solo un’idea. Il Napoli, parlando di Gatti, ha proposto Milinkovic Savic valutandolo quindici milioni. In settimana la decisione, il ruolo è ovviamente delicato, va inserito dopo la tournée in Asia e Australia.
DIFENSORE - Un centrale si farà nel momento in cui si troverà una soluzione per Gatti che Spalletti vede poco adatto al suo calcio e lo sappiamo da tempo. Lucumi è sempre in cima alla lista, sa impostare come vuole l’allenatore, s’è inserito il Como e l’operazione è stata congelata. Si valuta anche Badiashile del Chelsea, piace al Napoli, forse è un’operazione che ha il sapore del disturbo.
CENTROCAMPISTA - Spalletti ha in testa da sempre un regista-regista, alla Lobotka tanto per capirci. Ora sta provando a rivitalizzare Douglas Luiz, ma il ritmo del brasiliano non sembra convincere. Almeno per ora. Con Kessie la Juve ha parlato e tiene il contatto, ma non è quel tipo di giocatore. L’ultima idea porta a Reijnders che al City ha fatto fatica. Pioli qualche volta l’ha fatto giocare davanti alla difesa, può giocare stabilmente con tempi migliori di Locatelli che potrebbe essere dirottato a fare l’interno? La Juve si interroga.
ATTACCANTE - La novità è che Zirkzee ha aperto al ritorno in Italia. Juventus e Manchester United si parlano, stanno cercando un formula, l’olandese guadagna molto. Nel frattempo gli inglesi hanno acceso i riflettori su Conceicao, ma la Juve ha sparato una cifra attorno ai settanta milioni. Non si parlerebbe ovviamente di scambio, ma i rapporti sono buoni, favoriti da Jorge Mendes, e il discorso è aperto tanto più che nel ruolo la Juve s’è coperta, come detto, con il fresco acquisto del bosniaco Alajbegovic. La mossa è stata strategica per dare via libera al portoghese? Il sospetto c’è.
Ho detto di Theo Hernandez. L’ex milanista vuole tornare nel calcio che conta, come spesso succede a chi emigra in Arabia per soldi. La Juventus ha aperto al dialogo, Spalletti firmerebbe l’operazione, ma ridimensionare un ingaggio enorme non è semplice. La porta resta aperta, il francese deve chiarire quanto è disposto a rinunciare dal punto di vista economico.
Carnevali ha dato un’accelerata, ma non senza guardare alle cessioni con le quali si dovranno recuperare risorse e alleggerire il monte ingaggi.
Ieri s’è chiusa l’operazione Joao Mario con la Fiorentina. Il portoghese passa in viola con un semplice diritto di riscatto fissato a dodici milioni.
Poi toccherà a David (quando arriverà l’attaccante), a Di Gregorio (idem portiere), ma anche a Rugani, Zhegrova, Adzic, Arthur, Miretti e Gatti. Al Napoli è stato proposto uno scambio con Olivera che Spalletti conosce bene, ma la cessione di Gutierrez ha fatto dire no a Manna.
Passando all’Inter, Chivu è stato molto chiaro: serve un esterno destro. Si sapeva, ovviamente. Da Palestra in giù le scelte non sono state fortunate e Diouf nel ruolo non convince. L’ultimo proposto è l’ex viola Kayode, ma l’allenatore chiede un profilo più alto. Intanto dall’Argentina confermano che per Romero si sta definendo, l’ingaggio è l’ultimo ostacolo per chiudere l’operazione centrale difensivo. Poi, una volta uscito Frattesi, si punterà a Jones del Liverpool con il quale l’accordo c’è. Serve tempo.
Più difficile capire, invece, cosa sta facendo il Milan. Dopo i cento milioni spesi per Ramos-Gila, il mercato delle operazioni vere s’è come paralizzato. Colpa degli esuberi?
Molto probabile. Cardinale ha pensato di portare a casa quello che ha speso vendendo Leao, Loftus Cheek, Fofana, Estupinan e Gimenez. Operazioni complicate. Per Leao, come è noto, i rossoneri non vogliono scendere sotto i cinquanta milioni. Il corteggiamento dalla Turchia c’è, se lo stanno contendendo Galatasaray e Fenerbahce, ma l’offerta per ora informale di quest’ultima società è stata rispedita al mittente.
Inutile dire che dopo la rivoluzione estiva e con una squadra che fa fatica a prendere forma come vorrebbe il nuovo allenatore, le preoccupazioni dei tifosi (giustamente) non sono poche. Cosa vuol fare Cardinale? Saperlo…






