Juventus senza Champions, sul campo non accadeva da 15 anni: quanti soldi perdono i bianconeri
Adesso c’è anche la certezza. La Juventus non giocherà la prossima edizione della Champions League. Non è una novità assoluta, dato che tre campionati fa i bianconeri, dopo la penalizzazione relativa al caso plusvalenze, rimasero fuori da tutte le competizioni europee. Se ci si ferma al rendimento “sul campo”, invece, bisogna tornare addirittura indietro al 2010-2011: l’ultimo allenatore bianconero a non centrare almeno il quarto posto in classifica, prima di Luciano Spalletti, era stato Luigi Delneri.
La rottura di questa continuità ha ovviamente i suoi risvolti legati al bilancio della Juventus. Nelle due precedenti edizioni della Champions - giusto considerare solo il nuovo formato, visto che ha aumentato le risorse - nelle casse della Vecchia Signora sono entrati rispettivamente 63,43 e 64,05 milioni di euro in termini di premi UEFA. Il tutto senza considerare il botteghino e tutti gli introiti correlati, per esempio in termini di vendita di magliette e di sponsorizzazioni.
Il delta è, ovviamente, più basso, dato che la Juventus giocherà comunque l’Europa League. Per avere qualche confronto: nella scorsa edizione il Tottenham, vincitore della seconda competizione europea, ha incassato 41 milioni di euro. La Lazio, che ha chiuso ai quarti di finale, ne ha invece portati a casa 24. Ipotizzando un cammino simile, la differenza rispetto alla Champions dovrebbe oscillare in questa forbice, tra i 20 e i 40 milioni, solo in termini di premi UEFA. Più complicato calcolare il resto: sicuramente la Juve venderà meno magliette, ma questo dipenderà anche dal mercato estivo e poi dai risultati in campo. Scenderà prevedibilmente il botteghino, per quanto in misura realisticamente non così elevata: le dimensioni dell’Allianz Stadium aiutano a fare il tutto esaurito, e il numero delle partite europee potrebbe essere uguale o anche superiore. Certo, i prezzi dovranno essere realisticamente inferiori.











