Juve, è rivoluzione. Spalletti vede Elkann: può succedere di tutto. Senza Champions saltano Vlahovic, Bernardo Silva e Alisson. Conte, parole di addio. Sarri è pronto. Milan, fuori Allegri o Ibra
Dopo la clamorosa sconfitta con la Fiorentina nella Juventus ora può succedere davvero di tutto. Aspettiamoci l’ennesima rivoluzione in società e in campo. Senza la Champions la situazione è ovviamente drammatica dal punto di vista sportivo, ma senza i cinquanta milioni garantiti dall’Europa che conta, lo è ancora di più sotto l’aspetto economico.
Non a caso Spalletti ha già annunciato, a caldo, che in settimana incontrerà John Elkann per capire cosa intende fare il proprietario del club bianconero.
L’allenatore si è assunto le sue responsabilità, è tipo capace di qualsiasi decisione, anche la più drastica, ma soprattutto vorrà capire se i piani operativi e i programmi di mercato fatti poco più di un mese fa al momento del rinnovo del contratto, saranno ancora validi.
Il timore è quello di un pesante ridimensionamento di tutti gli obiettivi. Tanto per cominciare, sicuramente non verranno più a giocare in Europa League sia Bernardo Silva che Alisson, giocatori con i quali erano stati avviati contatti concreti e positivi per aumentare il peso tecnico e di personalità della rosa. Ma la Juve perderà a zero anche Vlahovic: ora è certo. La società bianconera non potrà più garantirgli il maxi-ingaggio da almeno sei milioni sul quale si stava ragionando e anche ammesso e non concesso, l’ambizioso serbo si cercherà una squadra per giocare in Champions.
Un disastro. Facile immaginare che cadranno anche delle teste. La Juventus dei francesi ha fatto un autentico buco, gli algoritmi di Comolli non hanno funzionato basti pensare ai milioni spesi per giocatori inutili come Openda e Zhegrova, o al flop di David. La stagione è stata disastrosa dall’inizio quando la società ha deciso di confermare Tudor senza crederci. Quella scelta sbagliata ha condizionato tutta l’annata e anche se Spalletti ha portato qualcosa, ha dato identità e personalità, ha fatto crescere la Juventus, alla fine tutti i limiti tecnici e di personalità sono venuti fuori. Il pareggio casalingo con il retrocesso Verona e la sconfitta di ieri contro la Fiorentina sono figli di errori tecnici (contro i Viola ancora Di Gregorio molto incerto), ma soprattutto confermano che troppi giocatori non sono da Juventus. Se vesti la maglia bianconera la pressione non può condizionare fino a bloccare testa e gambe, era già successo in Champions con il Galatasaray. Poi in queste ultime settimane sono calati anche giocatori determinanti come Ildiz, Bremer e Kalulu, tanto per dirne alcuni, ma anche Cambiaso e il solito inguardabile Koopmeiners. Già il vedere McKennie jolly, titolare inamovibile, la dovrebbe dire lunga.
Attenzione però, anche l’ennesima rivoluzione avrebbe i suoi costi. Si farà? L’input degli ultimi anni era ridurre il monte ingaggi, far tornare i conti sotto controllo dopo un miliardo e oltre di aumenti di capitale, e adesso?
Dall’incontro tra Elkann e Spalletti capiremo molte cose.
Forse qualcosa invece abbiamo già capito dalle parole pronunciate ieri da Antonio Conte dopo aver portato il Napoli in Champions e consolidato il secondo posto. Ha rivelato di aver già detto un mese fa a De Laurentiis cosa intende fare del suo futuro e proprio queste parole sono più di un indizio. L’allenatore ha un contratto, cosa dovrebbe comunicare un mese prima della fine del campionato se non avvertire il presidente che ha intenzione di andar via?
E guarda caso più di un mese uscì proprio qui l’indiscrezione sul possibile ritorno di Conte in nazionale. Comunque fra De Laurentiis e l’allenatore ci sarà un incontro in settimana, magari il presidente lo convincerà a rimanere. Vedremo.
Intanto però vi confermo che Sarri resta in pole position e anche se non ci sono contratti firmati perchè l’allenatore è ancora legato alla Lazio, la volontà del Grande Ritorno è forte e chiara.
Chiarissima la volontà di Gerry Cardinale: cambierà il Milan.
La vittoria col Genoa ha riportato i rossoneri in Champions a novanta minuti dalla fine, ma non ha riportato il sereno in società. Il proprietario dei rossoneri è deluso da tutti, anche ieri ha visto uno spettacolo non all’altezza. L’idea di cacciare Allegri che vi abbiamo anticipato una settimana fa viene dall’interno, è stata consigliata a Cardinale da Ibrahimovic e Furlani, ma una valutazione finale dovrà essere ancora fatta. C’è in essere un contratto pesantissimo, esonerare il tecnico costerebbe più di venti milioni di euro. Se non si troverà una soluzione, se Allegri non deciderà di mollare per un’altra destinazione (anche qui si parla di Nazionale), la soluzione finale potrebbe invece essere la conferma del tecnico con rafforzamento della rosa e la cessione di Leao. Nel caso, Ibra sarebbe destinato ad altre mansioni lontano dalla squadra, sostituendo pure Furlani e Tare che non hanno speso poi così bene i soldi di Cardinale. E questo lo ha detto proprio lui.











