Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Milan: l’errore fatale (e la carta Rabiot). Inter: l’impatto di Chivu (e quello di Sucic). Juve: l’importanza del mercato “in casa” (e un voto a Bremer). E il Como “troppo straniero”

Milan: l’errore fatale (e la carta Rabiot). Inter: l’impatto di Chivu (e quello di Sucic). Juve: l’importanza del mercato “in casa” (e un voto a Bremer). E il Como “troppo straniero” TUTTOmercatoWEB
Fabrizio Biasin
autore
Fabrizio Biasin
mercoledì 27 agosto 2025, 12:00Editoriale

Siamo nel limbo. Avete presente? Quella roba a metà tra la fine del mercato, l’inizio del campionato e l’incombente pausa per la Nazionale (arriva inesorabile). Una situazione stucchevole e ben raccontata dal buon Vincenzo Italiano l’altro giorno. Val la pena riportare le sue parole: “Non so chi voglia il mercato aperto dopo le prime giornate di campionato. Per me è follia pura, non può essere. C’è gente che la mattina prima delle partite è al telefono con i procuratori, gente che vuole andare via e che non vuole fare allenamento. Non esiste. Il mercato deve essere racchiuso prima delle partite ufficiali, perché ci sono mesi e mesi per preparare le squadre. Una cosa del genere è improponibile”. Ha ragione da vendere.

Ma il dato di fatto è che siamo esattamente in quel periodo lì: pochi giorni allo “stop alle trattative” e primo turno di campionato archiviato con relative sentenze (perché sì, dalle nostre parti si sentenzia anche solo dopo 90 minuti).

Il Milan
Il problema del Milan si chiama Furlani. O meglio, la sua impostazione. E la sua cocciutaggine. E la sua impermeabilità a qualunque genere di “compromesso”. Furlani non scende a compromessi, ordina. E non deve rendere conto a nessuno, nemmeno alla proprietà che si fida ciecamente e lascia fare. Perché Furlani a vendere e a far tornare i conti è molto bravo, solo che il Milan non è lo store del Baffo da Crema, è una delle squadre più gloriose del mondo pallonaro trattata come una fabbrica di plusvalenze: si compra a 20 con la speranza di vendere a 40. E se si riesce a vendere Tizio e Caio a 40 bene, altrimenti si venderà qualche pezzo pregiato a cifra superiore. La competitività? Relativamente importante. E andrebbe benissimo se il Milan non fosse un club che ha un fruitore ultimo e teoricamente più importante di ogni cosa: i suoi tifosi.
Dei tifosi, la dirigenza reggente, al momento è interessata il giusto. E così anche di alcuni suoi freschissimi dipendenti, se è vero come è vero che Tare è già stato messo in un angolo (pochissima indipendenza) e Allegri si ritrova a dover lavorare con giocatori potenzialmente forti e che però non sono “i suoi” giocatori (e vedremo se quantomeno gli prenderanno Rabiot).
Il risultato è una squadra che a pochi giorni dalla fine del mercato non ha ancora sistemato la questione attaccante (come se fosse un dettaglio) e che, comunque, nonostante i suoi reggenti, riuscirà a fare tanti punti (ma qui ovviamente siamo ai pareri soggettivi).

L’Inter
Gran prima per l’Inter di Chivu. Non era solo una questione di punti e classifica - ovviamente importantissima - ma di impatto.
L’Inter aveva bisogno assoluto di levarsi un po’ di peso dalle spalle e lo ha fatto nella migliore maniera possibile: i “vecchi” hanno mostrato di avere enorme desiderio di riscatto, la squadra ha giocato ottimo calcio, Sucic (14+2.5 milioni) si è presentato alla grande, Bonny si è sbloccato dopo una manciata di minuti, Chivu ha dato l’impressione di avere tutto perfettamente sotto controllo, il gruppo è parso compatto.
E solo l’inizio e significa nulla, ma l’Inter ferita dal finale della passata stagione aveva bisogno di dare un segnale di questo tipo al suo popolo. E lo ha fatto alla grande.

La Juventus
La Juventus ha iniziato molto bene: bel gioco, bella unità d’intenti, buone sensazioni. Il tutto alla faccia di chi già suonava il requiem. Tudor del requiem altrui se ne fotte e prova a far rendere coloro che la scorsa stagione arrancavano assai. In più, osserva: Bremer, per dire, tornato al suo posto dopo l’infortunio e capace da subito di dare ai bianconeri tutta quella sicurezza che non avevano (se sta bene è serenamente il miglior difensore della Serie A). Ma anche David, uno che sembra sempre “estraneo” agli altri ma che ha ben chiaro quale sia la sua missione: segnare. E segna. Infine Vlahovic. Da un punto di vista economico la Juve vorrebbe giustamente liberarsene, ma da quello sportivo chi ce l’ha dovrebbe tenerselo, perché è più forte di come viene dipinto. Se resterà, Tudor – che non è fesso – lo farà giocare parecchio. E farà bene.

Il Como
C’è chi rompe le balle a Fabregas perché “Il Como ha pochi italiani”. Come se fosse un problema suo. La risposta del tecnico (riassunta in qualche modo) è lampante: “Li vorremmo prendere, ma è difficile, non ci sono”. E ha ragione. E fa bene a fare come fa, perché il Como ha un progetto chiaro, lucido, intelligente. E non è solo una questione di danaro disponibile. Quello, il danaro, è importante, ma le idee sono più importanti. Il Como l’altro giorno ha fatto quello che ha voluto contro la stessa Lazio che pochi mesi fa lo aveva annichilito. E ci è riuscito con una serie di ragazzi tra i 19 e i 22 anni guidati da Nico Paz che, sì, è fortissimo, ma funziona alla grande in un impianto che è alla sua altezza. Troppo entusiasmo dopo una sola partita? Può darsi. O forse no.

Il Napoli
Il Napoli si è trovato di fronte a un problema improvviso, l’infortunio di Lukaku. Lo ha risolto (lo sta risolvendo) in 5 minuti con Hojlund, sempre più vicino ai campioni d’Italia e con una formula assolutamente interessante (prestito con obbligo di riscatto condizionato a cifre di poco superiori ai 40 milioni). Questo fa una grande società.

Arriva la pausa per la Nazionale, portate pazienza.

Altre notizie Editoriale

Oggi
Ieri
sabato 29 agosto
venerdì 28 agosto
giovedì 27 agosto
mercoledì 26 agosto
martedì 25 agosto
lunedì 24 agosto
Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile