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Milan: il limite più grande. Juve: la missione Vlahovic firmata Spalletti. Napoli: Conte-DeLa e gli equilibri al tavolo. Roma: il manager Gasp. Lazio-Inter: una sola favola. Como: 7 anni illuminati. E il deliro del calendario

Milan: il limite più grande. Juve: la missione Vlahovic firmata Spalletti. Napoli: Conte-DeLa e gli equilibri al tavolo. Roma: il manager Gasp. Lazio-Inter: una sola favola. Como: 7 anni illuminati. E il deliro del calendario  TUTTO mercato WEB
Fabrizio Biasin
Oggi alle 00:00Editoriale
Fabrizio Biasin

Il deliro per la corsa-Champions è, appunto, un deliro. Ed è moltissimo “italiano”. Sarebbe molto banale e retorico scrivere “ma non potevate pensarci prima? Tenete in ballo una marea di tifosi per una cosa nota da tempo! Vergogna!” e, quindi, non lo faremo. Anche perché lo abbiamo appena fatto. Il dato di fatto è che ci voleva grande impegno per riuscire a far combaciare derby di Roma e Internazionali ma… Ce l’abbiamo fatta. Evviva. La pirateria uccide il calcio, ma pure chi lo gestisce non ha grossi alibi.

E passiamo alla succulenta sfida per la Champions, appunto, e in doveroso ordine di classifica.

Il Napoli è inciampato con il Bologna e, no, non si fa. Ma la strada per la Champions è solidissima e passa dai 3 punti di Pisa, non proprio un’impresa impossibile. Poi toccherà capire cosa sarà del rapporto Conte-DeLa. La sensazione è che il mister sia disposto a restare fino alla naturale scadenza del contratto e che il patron sia disponibilissimo a continuare il rapporto, nonostante una stagione non all’altezza dello status raggiunto dal club. Il tutto però a una condizione: un mercato meno frenetico e più… aziendalista. Baci e abbracci? Possibile, ma questa volta toccherà al tecnico andare incontro al suo patron. Altrimenti… Occhio a Sarri.

La Juve sta bene, anche se c’è chi continua a insinuare dubbi. Spalletti ha dimostrato ancora una volta di avere le idee chiarissime ed è la miglior notizia per la prossima stagione. Ascoltare e accettare la “legge di Luciano” è cosa buona e giusta, con buona pace degli amanti dell’algoritmo, bravi a mettere insieme i dati ma non a costruire le squadre. Per dire, Vlahovic: la cosa migliore per tutti (lui e la società) è andare avanti insieme. Luciano lo sa, lo vuole, doveroso accontentarlo (alle giuste condizioni, ci mancherebbe).

Il Milan è in una situazione caotica che di più non si può. Il qui presente ragionava su un Diavolo in grado già quest’anno di competere per il titolo. E fino a un mese fa sembrava anche possibile. “Era solo frutto del caso” dicono i detrattori di Allegri che, certo, qualche limite di gestione lo sta mostrando ma non è certo il punto debole del club, tutt’altro. Quello è più a monte, laddove il dirigente-capo, contestatissimo domenica scorsa, continua a portare avanti un’idea di gestione che contempla i conti in attivo (ottima cosa) ma contemporaneamente sembra non avere contezza della cosa più importante quando si fa sport: l’ambizione. Anzi, ne è disturbato al punto di aver cacciato tutti coloro che, invece, dell’ambizione fanno il loro punto d’onore. Boban? Via. Maldini? Via. Massara? Via. Tare e Allegri? Possibile che vengano accompagnati all’uscita pure loro. Tutti professionisti che mettono l’ambizione (o “voglia di vincere”) davanti ad ogni altra cosa. E per questo sono stati o vengono allontanati. Pazzesco e senza senso. Forse arriverà D’Amico dall’Atalanta, forse pure un nuovo allenatore, ma non è la cosa più importante: la cosa più importante passa dalla volontà di cambiare impostazione e smettere di pensare che il “mercato-ossessivo” sia l’unica ragione di vita. Il player trading è certamente fondamentale, ma non può prescindere dalla fattispecie più importante in un club così glorioso: la costruzione di una squadra che abbia un senso logico. Per dire, l’attaccante, il bomber, il giocatore “da 20 gol”: quello non si prende ad agosto e nemmeno a luglio. A luglio o agosto il mercato offre gli avanzi e con gli avanzi non si fanno grandi piatti.

La Roma sta facendo grosse cose e non era affatto scontato. Il qui presente è sempre stato piuttosto critico con il Gasp “comunicatore” (l’allenatore è indiscutibile), ma è un dato di fatto che in questo momento sembri davvero avere tutto sotto controllo. Ora proverà a completare l’opera con quello che, in qualche modo, sarebbe un mezzo miracolo. E se invece non dovesse farcela… ci riproverà, perché è solo la continuità che porta i risultati.

Il Como ha già fatto il suo dovere. Anzi, di più. Per la prima volta nella sua storia giocherà in Europa e per qualcuno “è normale, con tutti quei soldi”. Baggianate. Ecco il Como “degli indonesiani”:
19/20 Serie C, 13esimi
20/21 Serie C, vittoria
21/22 Serie B, salvezza
22/23 Serie B, 13esimi
23/24 Serie B, secondi
24/25 Serie A, decimi
25/26 Europa
Una crescita costante figlia di un progetto illuminato. I soldi hanno fatto molto, le idee di più.

Infine, la Coppa Italia. Stasera va in scena una partita che racconterà una sola favola: quella di Sarri, tecnico meraviglioso. Oppure quella di Chivu, ex “stagista” che in campionato ha messo in fila tutti i grandi senatori del calcio italiano. L’Inno di Mameli, invece, tocca a Nek. Così, per vostra info.

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