Milan: Iraola e la “caccia al responsabile”. Juve: i poteri di Spalletti. Napoli: un bel congedo (Conte) e un’ottima scelta (Italiano). Roma e Como: in Champions con grande merito
Ben ritrovati. Una considerazione per squadra in rigoroso ordine di classifica (ma al contrario). Oh, una cosa veloce, che fa già fin troppo caldo.
PISA
Una stagione affrontata con troppa leggerezza e investimenti (che non sono mancati!) del tutto sbagliati. Il cambio in panchina non aveva alcun senso. Onore ai tifosi che per gran parte della stagione si sono goduti il ritorno in serie A, nonostante tutto.
VERONA
Stagione assai negativa, fin troppo rispetto al tipo di calcio proposto. Con un po’ di fortuna in più (è mancata totalmente) probabilmente non sarebbe arrivata la salvezza, ma di sicuro avremmo visto un po’ di “resistenza” in più. La minestra di Sogliano, spesso gustosa, questa volta è risultata indigesta.
CREMONESE
L’inizio di stagione ha illuso, il 2026 è stato sportivamente drammatico. Cacciare Nicola non si è rivelata una grande idea, ma certo il ruolino di marcia invernale avrebbe spaventato qualunque dirigenza.
LECCE
Complimenti a Corvino, maestro di equilibrio: da una parte genera plusvalenze, dall’altra costruisce gruppi sufficientemente all'altezza. Ha rischiato, certo, perché la fase offensiva del suo Lecce si è rivelata striminzita, ma ha azzeccato l’allenatore e non era cosa scontata. Pochi avrebbero puntato su Di Francesco dopo la doppia retrocessione, lui lo ha fatto ed è stato ripagato dal lavoro di un allenatore che si merita ogni singolo applauso.
GENOA
De Rossi è sbarcato in Liguria col Grifone boccheggiante: non segnava neanche con le mani. A quel gruppo ha ridato identità e comunione d’intenti, si è rivelato eccellente guida, anche a livello di comunicazione. Sempre diretto, mai banale: è lui il volto della salvezza. E resterà.
FIORENTINA
Una stagione che sembrava stregata e svoltata grazie al cambio in corsa dietro alla scrivania. Paratici ha ridato ordine e sicurezza a un gruppo terrorizzato. Toccherà a lui riportare i viola nelle zone più nobili della classifica, ha l’esperienza, le capacità e le risorse sufficienti per riuscirci. Arriva Grosso.
CAGLIARI
Bravo Giulini, patron non sempre compreso: ha dato fiducia a un tecnico esordiente, cosa rara in un calcio che premia solo i vecchi saggi della panca. La scelta si è rivelata illuminata: Pisacane è destinato a una bella carriera. E la squadra – da Esposito in giù – è stata ben costruita.
PARMA
Per lunghi tratti della stagione mister Cuesta si è preso le critiche di tanti pensatori: “Il Parma gioca male”. E, sì, è vero, questa stagione dei gialloblu non passerà alla storia quanto a “estetica”. Ma ci sono altre cose da dire: il tecnico più giovane della Serie A (30 anni), alla guida della rosa più giovane della Serie A, si è fatto capire benissimo da tutti i suoi giocatori e loro, i giocatori, lo hanno seguito alla grande. Risultato: salvezza raggiunta a metà aprile. La “bellezza” sul campo arriverà quando se la potrà permettere (dall’arrivo di Strefezza, per dire, il livello si è alzato) per il resto non c’è molto da aggiungere: è stato bravissimo. E va convinto a restare.
TORINO
Il problema del Toro non riguarda tanto la stagione in sé, ma il fatto che sia stata l’ennesima terminata senza aver regalato emozioni ai suoi tifosi. I granata galleggiano nel limbo della mezza classifica da troppo tempo, serve una scossa che, inevitabilmente, deve passare dal mercato. La squadra in realtà ha già un buon potenziale, si è visto soprattutto nella seconda parte dell’annata con D’Aversa in panchina, un bravo allenatore che, però, verrà sostituito. Si scalda Aquilani, tra i profili più brillanti visti quest’anno in serie B.
SASSUOLO
Carnevali ha riportato il Sassuolo in A dopo una sola stagione di purgatorio e ha consegnato a Grosso un gioiellino. Anni e anni di buona gestione (e gran player trading). Prossimo allenatore? C’è chi dice Abate ma non v’è certezza se non una: il prescelto finirà in un “acceleratore di carriere” (Allegri, De Zerbi, Di Francesco, ora Grosso destinato alla Fiorentina…).
UDINESE
Gran serbatoio di rinforzi per le big (da Solet ad Atta), simbolo di buon lavoro e idee chiare. Un uomo in vetrina: Zaniolo. Quando l’estate scorsa si diceva “avrà la sua ultima occasione” in molti hanno sorriso (uno era il sottoscritto): ha smentito tutti e ora verrà giustamente riscattato.
LAZIO
Troppi malumori figli di una stagione faticosissima. Il non-mercato estivo si è trasformato, a gennaio, in un mercato di impoverimento: troppo per una tifoseria che, in ogni caso, ha abbracciato una squadra che ha provato fino all’ultimo a dare il massimo. Sarri si è guadagnato un futuro ad alto livello a Bergamo, Gattuso (il suo sostituto) dovrà realizzare una piccola/grande magia per riaccendere un ambiente legittimamente depresso.
BOLOGNA
Il confronto con la stagione precedente non può che lasciare qualche amarezza, ma è anche vero che un ottavo posto non è risultato da buttare. Italiano completa un’altra stagione all’altezza ed è pronto a salutare. La garanzia rossoblu? Come sempre si chiama Giovanni Sartori.
ATALANTA
Annata faticosa ma difficilmente poteva andare in maniera diversa. Nove anni di Gasp inevitabilmente hanno lasciato il segno, in ogni caso è arrivato un settimo posto che fa storcere il naso solo ai “sommelier” del calcio. I tifosi dell’Atalanta, per dire, non hanno mai pensato di incazzarsi perché sanno da dove arrivano e non possono che essere soddisfatti per quello che stanno vivendo da un decennio. Tocca al duo Sarri-Giuntoli proseguire il percorso con idee nuove e un calcio che per forza di cose sarà molto diverso da quello visto in tutti questi anni.
JUVENTUS
Un finale di stagione sportivamente drammatico deve portare a decisioni forti: la Juve ha gettato dalla finestra centinaia di milioni per giocatori con nomi importanti che, però, negli ultimi anni non hanno mai dato l’idea di poter formare una “squadra” all’altezza del blasone bianconero. Manca personalità, quella che l’algoritmo non sa riconoscere. Ecco perché la Juve non ha bisogno di cambiare guida tecnica, semmai impostazione dietro alla scrivania. Spalletti più “dentro al mercato” e una catena di comando più snella: solo così i bianconeri potranno ritrovare logica e conseguenti risultati.
MILAN
La corsa al colpevole è fisiologica quanto stucchevole. Di chi può essere la responsabilità per un finale come quello vissuto in casa rossonera? Di tutti, ovvio. La corsa a voler indicare questo o quello come unico responsabile lascia il tempo che trova, dal nostro punto di vista riassumiamo il tutto così: Allegri ha sbagliato, non è riuscito a dare motivazioni e idee ai suoi ragazzi, soprattutto nella fase cruciale della stagione. E quindi ha fisiologicamente perso il posto. Ma peggio di lui hanno fatto i suoi dirigenti, incapaci di “fare squadra”, attenti unicamente a proteggere il loro orticello. In condizioni del genere raggiungere gli obiettivi diventa complesso. Ora si riparte dal (quasi) azzeramento, con Ibrahimovic tornato al centro della piazza e chiamato a gestire la restaurazione. Iraola è il preferito per la panchina e può essere una scelta illuminata, a patto che alle sue spalle remino tutti nella stessa direzione, cosa che dovrebbe essere scontata ma che è clamorosamente mancata nelle ultime stagioni rossonere.
COMO
Solo complimenti. Per l’impostazione, per il progetto, per la capacità di comunicarlo e metterlo in pratica. Qualcuno ha detto “Il Como ha approfittato del suicidio degli altri”. Non è così: il Como si è stra-meritato il suo quarto posto e sarebbe stato ingiusto non vederlo in Champions. Calcio ad altissimo livello, secondo attacco della Serie A e miglior difesa: la risposta perfetta del “giochista” Fabregas a tutti i suoi sciagurati detrattori. Il futuro di Nico Paz? Decide il Real, ma la permanenza sul Lario non è affatto impossibile.
ROMA
Il qui presente non ha mai amato troppo il Gasp comunicatore, ma deve fare un enorme passo indietro: è stato ancora una volta bravissimo. Nel momento del divorzio con Ranieri poteva crollare per la pressione e, invece, l’ha sfruttata per ricaricare al massimo il suo gruppo di lavoro. Eccellente lui e tutti i suoi ragazzi.
NAPOLI
Il saluto di Conte al Napoli è stato molto bello e significativo, soprattutto per la naturalezza e serenità manifestata pubblicamente dopo l’ultima partita. Il tecnico chiude un biennio notevolissimo, con uno scudetto e una Supercoppa italiana. Quest’ultima stagione non è stata all’altezza delle naturali ambizioni del club, ma è anche vero che quando non si può vincere è bene limitare i danni e il Napoli ci è riuscito alla grande. De Laurentiis dopo aver fatto diverse chiamate sembra aver trovato un degno sostituto per la panca: Italiano. Ottima scelta.
INTER
Chivu vola veloce verso un rinnovo al 2028 (con opzione 2029) meritatissimo: annuncio tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima. Si intende dare continuità a un gruppo che quest’estate “incollerà” diversi innesti attorno alle sue certezze (Lautaro, Barella, Calha, Dimarco, Bastoni…): Solet è obiettivo caldo, Palestra un “carissimo”sogno, Mkhitaryan resterà ancora un anno, a centrocampo si flirta con Curtis Jones (ma il Liverpool fa il prezzo…). E per il resto occhio alle sorprese, almeno un paio (una dietro e una in mezzo).











