Milano (ancora) senza padroni, Juve un passo avanti (ma che fatica)
La coppa Italia ha dato il suo verdetto, parziale, ovvio. Ma comunque indicativo. Visto che comunque il ritorno si giocherà fra un mese e mezzo, sono indicazioni che servono per capire in che acque stanno navigando le squadre. Ci si aspettava tanto da queste due partite e forse quello che viene fuori è da interpretare. Da contestualizzare.
La Juventus vince. Vince con una buona dose di fortuna. Ma limitare tutto soltanto all’autogol di Venuti al 91esimo sarebbe limitativo. La partita non è stata bella. Ma se c’è un grande merito della squadra di Allegri è proprio quello di aver limitato al massimo le iniziative di una Fiorentina molto determinata, trascinata da un grande stadio (che chiaramente era tutto contro Vlahovic). Che sicuramente non ha avuto una serata felice. E’ quella che ha avuto più chanches, certamente. Ha preso un palo, ha cercato di dare fastidio alla difesa della Juve. Che però ha tenuto bene, anzi benissimo. In partite così, contro squadre così chiuse, se ti capitano delle opportunità devi approfittarne. Perché poi una squadra come la Juve l’occasione magari la trova. E allora da una serata che poteva diventare epica, diventa invece da dimenticare. La Fiorentina per una questione di centimetri passa da un piede in finale e un piede fuori. Per un palo e una carambola su un cross.
Ma la Juve è questa. Soprattutto ora. Sa di avere una certezza granitica in difesa. Basa in primis su questo la sua strategia. Oggi a maggior ragione quando sai di avere Vlahovic lì davanti. Che stasera magari ha anche sofferto questa situazione, anche se le palle che ha avuto ha provato a pulirle, ha cercato comunque di graffiare. Allegri ha detto: “In queste partite bisogna cercare di portare dalla propria parte” e la Juve lo ha fatto, la Fiorentina non ci è riuscita. E’ la grande gioia di Allegri e il grande rammarico di Italiano. Il ritorno sarà sulla stessa falsa riga, con una Fiorentina che proverà a recuperare, una Juve magari in attesa. Che magari, anche in questo caso, nel secondo tempo, alzerà di nuovo il baricentro.
Poi - anche se Allegri non lo fa - andrebbero ricordati anche i tanti assenti della Juve. E magari sono venute meno anche alcune soluzioni, che in passato avevano proprio premiato la manovra della Juve.
E’ una Juve che però sa adattarsi alle difficoltà, che sa venirne fuori. Magari anche con la fortuna. Ma sa approfittare delle occasioni che ha a disposizione. Sa soffrire e colpire. Imparerà ad essere bella. Intanto ha un piede nella finale di coppa Italia. E’ ancora in corsa in Champions. E in campionato ora ha ritardo ma ci sono ancora 11 partite. Il ritardo è tanto, la concorrenza è terribile perché non c’è solo una squadra ma 3. E Allegri che è furbo, pratico e molto esperto rilancia il pallone nella metà campo avversaria: chiedete a loro quanto è la quota scudetto, io dico 84.
E loro sono Milan e Inter, oltre al Napoli. Il Napoli in coppa non l’abbiamo visto, e chissà se questo non possa essere un vantaggio. Lo scopriremo in seguito, ma al di là dei giocatori che stanno recuperando (e questa è certamente la cosa più importante) il fatto di poter preparare la gara con una settimana di allenamenti soprattutto per un allenatore come Spalletti…
Abbiamo visto Inter e Milan. L’Inter ha confermato le difficoltà realizzative. Sono ormai 4 le partite senza gol. E se in alcune di queste partite la squadra di Inzaghi è riuscita comunque a fare molte occasioni da gol, a dimostrare di essere più che viva e a dare la sensazione che fosse una mancanza di lucidità e basta, ora una crisi c’è. Forse perché le due partite giocate bene (e perse) con Milan e Liverpool. Forse perché c’è stanchezza o mancanza di brillantezza e di conseguenza anche la precisione ne risente. Fatto sta che ora è arrivato il momento di sbloccarsi. L’occasione sulla carta è ghiottissima: l’ultima in classifica in casa. In certi casi si dice: basta un episodio. Vedremo se arriva, vedremo se è così. Intanto però quello che doveva essere il derby che avrebbe potuto determinare la padrona di Milano, è finito zero a zero. Il Milan ha provato a sorprendere i cugini. Con le sue armi: aggressione alta, ripartenza veloce, l’improvvisazione di Leao. Ma proprio in avanti ci sono state delle situazioni che potevano essere gestite meglio. Ed è lì che ha insistito Pioli. Avrebbe preferito sfruttarle le occasioni, come è successo alla Juve. E’ lì però Anzi sono tutte lì. Domenica c’è lo scontro diretto. Comunque vada non sarà deciso nulla. Ma questo campionato sarà deciso da dettagli. E nei dettagli c’è anche la coppa Italia…






