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Sfida Milano-Roma: chi resta fuori dalla Champions? Mou e Sarri in questo momento meglio di Inzaghi e Pioli. Quanto è importante l’insegnamento che ci ha lasciato Astori

Sfida Milano-Roma: chi resta fuori dalla Champions? Mou e Sarri in questo momento meglio di Inzaghi e Pioli. Quanto è importante l’insegnamento che ci ha lasciato Astori TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
Luca Calamai
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Luca Calamai
lunedì 6 marzo 2023, 08:04Editoriale

Milano è davanti alla Capitale: novantasette punti per Inter e Milan contro i novantacinque di Lazio e Roma. Ma ormai è un testa a testa. E se vogliamo prendere esempio dal ciclismo, le volate è sempre meglio affrontarle in rimonta. La giornata di campionato spalanca le porte a una sfida speciale. Il Napoli ha perso al Maradona ma ormai ha lo scudetto in tasca. Poi, ci sono quattro serie candidate per gli altri tre posti buoni per la prossima Champions. Chi sale su questo treno è salvo. Avrà soldi freschi da investire nella prossima campagna acquisti. Che resta fuori può saltare per aria.
Milano contro la Capitale, è capitato spesso nel calcio italiano. In questo momento i due Generali di Roma e Lazio sembrano essere più ispirati dei loro colleghi. Roma e Lazio non hanno rose superiori alle due squadre milanesi. Anzi, le hanno peggio. Eppure Maurinho e Sarri hanno trasmesso un’identità forte alle loro creature. Hanno la fiducia delle loro proprietà e l’amore incondizionato del loro popolo. Armi preziose per vivere nel migliore dei modi questa parte conclusiva del campionato. Che vale tanto. Quasi tutto. Lo Special One e il Comandante sono intoccabili. Potrebbero arrivare quinti e non succederebbe niente. Sarebbero comunque loro a decidere se restare o meno. Sono loro a dettare le regole del gioco chiedendo, anzi a volte pretendendo, squadre sempre più forti. Perché non si accontentano di partecipare. Vogliono vincere.


Pioli e Inzaghi sono molto più fragili. Le loro panchine ballano a ogni risultato negativo. La qualificazione in Champions condiziona il loro futuro. Se uno di loro non arriva tra i primi quattro farà le valigie. Verrà dato in pasto all’opinione pubblica per giustificare un fallimento sportivo. E questo clima di sicuro non aiuta il loro lavoro. Inter e Milan sono squadre complicate. Quando scendono in campo è come aprire l’Uovo di Pasqua non sai mai quale sarà la sorpresa. O incantano o deludono. E questa loro precarietà rende i loro allenatori meno forti dentro lo spogliatoio. Ecco perché in questo momento Mou e Sarri hanno qualcosa in più. Hanno la forza di chi comanda senza ombre intorno e di chi è seguito senza il minimo dubbio.
Chiudiamo con un ricordo di Davide Astori. Sono passati cinque anni dalla tragedia di Udine. Eppure il Capitano continua a vivere nei ricordi di tanti. Normale. Anzi, giusto. Il calcio italiano non deve dimenticare gli insegnamenti di Davide. Concetti come lealtà e come sportività devono riprendersi la scena. Astori ha unito mondi diversi, è volato oltre storiche rivalità, ci ha insegnato a vincere senza perdere il sorriso. Lui continua a giocare la “nostra” partita. E vogliamo immaginare che anche lui avrebbe applaudito la Fiorentina che ha travolto il Milan. La sua squadra del cuore ha giocato la gara perfetta esattamente cinque anni dopo la sua scomparsa. Le vie del calcio spesso sono veramente sorprendenti.

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