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Un pareggio, due letture: la piazza protesta, la società vede segnaliTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 00:00Copertina
di Andrea Giannattasio
per Firenzeviola.it

Un pareggio, due letture: la piazza protesta, la società vede segnali

Ventunmila voci che fischiano raccontano una verità. Il silenzio ragionato della dirigenza ne racconta un’altra. Il pareggio di ieri tra Fiorentina e Parma è finito dentro questa doppia lettura, quasi opposta. Al fischio finale il Franchi ha riversato tutta la propria frustrazione sulla squadra viola: fischi, mugugni e cori che non hanno lasciato spazio a interpretazioni: “Se andiamo in B, vi facciamo un c..o così”, “Fuori le p...e”, “Andate a lavorare” gli slogan più gettonati. Il termometro della rabbia di una tifoseria stanca di una stagione vissuta sul filo della paura. Per chi era sugli spalti, quel punto è sembrato poco più di una occasione sprecata.

La lettura del club
Dentro il club, però, il risultato è stato interpretato con un prisma completamente diverso. Non entusiasmo, certo, ma la consapevolezza che quel pareggio può avere un peso specifico tutt’altro che banale. Per tre motivi soprattutto. Il primo: dopo cinque mesi e quasi venti giornate di campionato la squadra è riuscita finalmente a uscire dalla zona retrocessione. Il secondo: la porta è rimasta inviolata ancora una volta, la terza nelle ultime cinque partite considerando anche l’andata di Conference con lo Jagiellonia. Il terzo: lo spirito di sacrificio mostrato da diversi giocatori, elemento che la società ha sottolineato nel post gara facendo sapere ai singoli di aver comunque apprezzato la prova complessiva della squadra.

Verso lo spareggio salvezza
Due punti di vista che non si incontrano: quello della pancia del tifo e quello più razionale della dirigenza. Ma al di là delle interpretazioni, la realtà impone alla Fiorentina di guardare avanti. La squadra di Vanoli è chiamata ora a preparare nel migliore dei modi la sfida di lunedì prossimo a Cremona, un vero e proprio dentro o fuori in chiave salvezza. La gara di giovedì con il Rakow, in questo senso, pesa relativamente poco anche nella valutazione di qualche dirigente. Perché la priorità è una sola: trasformare questo punto discusso in un passo reale verso la permanenza in categoria.