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Fiorentina con l’anima: più 8 sull'incubo, è quasi fatta. Vanoli merita rispetto anche per questo, ma Paratici ha già due idee per il nuovo allenatore. Giovedì senza illusioni contro il Crystal Palace. Vediamo però chi recupera…TUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti
per Firenzeviola.it

Fiorentina con l’anima: più 8 sull'incubo, è quasi fatta. Vanoli merita rispetto anche per questo, ma Paratici ha già due idee per il nuovo allenatore. Giovedì senza illusioni contro il Crystal Palace. Vediamo però chi recupera…

Occasione sfruttata e questa è una notizia: la Fiorentina sale a più 8 sull'incubo degli incubi, mancano sei partite alla fine e quindi possiamo dirlo, dopo il quasi-disastro è quasi fatta. Ricordiamoci sempre dov’era precipitata questa squadra, che aveva 6 punti dopo 15 partite. Mai nessuno nella storia del campionato a 20 squadre era riuscito a salvarsi con quei numeri da sballo alla rovescia, l’impresa della Fiorentina non deve essere celebrata - ci mancherebbe - ma va dato atto a tutto il club di aver cambiato marcia da gennaio in poi. La partita contro la Lazio non è stata granché e nessuno si aspettava il contrario. Spettacolo modesto, De Gea decisivo tre volte su Zaccagni, Cancellieri e Ratkov, ma è stato Gosens a segnare un gol pesantissimo che vale almeno quattro quinti di salvezza. Il rientro di Solomon all’80’ è un’altra buona notizia e aggiunge qualche speranza per la partita di Conference di giovedì prossimo (poi ne parleremo).

Rispetto per Vanoli, che nel 2026 ha guidato insieme a Paratici la risalita della Fiorentina in campionato. Il direttore sportivo (che prima della partita ha abbracciato Sarri) ha almeno due idee per l’allenatore del futuro, per cominciare un ciclo che riporti un livello di calcio più accettabile a Firenze. Proprio Sarri può essere un’opzione? Possibile, ma c’è un altro tecnico italiano all’estero che attrae molto Paratici (l’impegno è quello di non svelare il nome prima della salvezza matematica della Fiorentina).

Tanti assenti e prima della partita parole vaghe di Paratici su Kean (‘Tempi certi per il recupero non ce le sono’), la Lazio poi è partita meglio rimbalzando due volte su De Gea in formato Premier soprattutto sulla lama angolata di Zaccagni (ma bravo anche su Cancellieri). Senza Fagioli, la Fiorentina si è chiusa ancora di più per ripartire, senza individualità da ricordare: ritmi bassi e urla alte da parte di Vanoli, che avrebbe voluto più coraggio. La Lazio ha abbassato le pretese, la Fiorentina si è alzata un poco e in verticale dopo mezz’ora ha lanciato Harrison, preciso a crossare per la zucca di Gosens - un grattacielo contro Lazzari - specialista in gol contro la Lazio. Primo tempo dimenticabile per lo spettacolo, preziosissimo per il vantaggio viola. Ripresa trascurabile sotto molti punti di vista, quasi tutti, ma in fondo che cosa ce ne importa: la Fiorentina ha vinto, ce l’ha messa tutta in chiusura, si è praticamente salvata e tutto il resto è noia.

E ora pensiamo a giovedì, perché il ritorno con il Crystal Palace lascia aperta una piccolissima, minuscola, cigolante porta in Europa.  Sarà complicato entrarci, lo sappiamo, quindi poche illusioni. Sarà disponibile Solomon e non è poco, la prima istruzione per l’uso è quella di ignorare il concetto di ‘remuntada’, considerato il precedente del 2015, quando la Fiorentina sconfitta 3-0 dal Siviglia in trasferta provò l’impresa al Franchi in semifinale di Europa League e beccò altre due reti in mezzo alle contestazioni. Piccola parentesi, concedetemela. In quella squadra (che per 3 stagioni consecutive si era piazzata al quarto posto in classifica) c’erano in ordine di reparto fra l’altro questi giocatori: Neto, Gonzalo, Savic, Pasqual, Pizarro, Borja Valero, Aquilani, Bernardeschi, Ilicic, Salah… E quando Ilicic al 66’ sbagliò un rigore, lo stadio cominciò a svuotarsi fra i fischi dei tifosi viola contro la propria squadra. I passaggi finali dei giocatori del Siviglia vennero addirittura accompagnati dagli ‘olé’. Pazzesco, a ripensarci oggi.

E’ evidente come le aspettative dei tifosi viola si siano ridimensionate negli ultimi anni, l’adeguamento agli obiettivi minori ha dato probabilmente ragione a Montella che dopo quella partita esplose: ‘Firenze non ha capito qual è la sua dimensione’. Ecco, giovedì la Fiorentina proverà a mantenere un po’ di speranze almeno nella ‘dimensione’ di oggi, che per quattro anni l’ha vista parcheggiata in Conference League e in piazzamenti in campionato un poco diversi rispetto a quelli di undici anni fa, quando la contestazione covava in curva. Bisogna accontentarsi con quello che passa il convento, sapendo che sarà difficilissimo. E insisto: non parliamo di ‘comeback’, rimonta in inglese. Proviamo semmai a goderci l'aria migliore in campionato, sembra di essere in pineta.