Goodbye Conference: quanto ha incassato la Fiorentina dal viaggio europeo
Da Fiorentina-Twente a Fiorentina-Crystal Palace; è iniziato tutto in un piovoso giovedì di agosto del 2022, con la rete di Nico Gonzalez, si conclude il 15 aprile 2026, tra gli applausi e l'amara sensazione che per rivedere una notte europea al Franchi (chissà se sarà completato alla prossima sfida internazionale) ci sarà da aspettare parecchio tempo.
Il viaggio
I viola concludono così un viaggio che ha toccato tantissimi paesi, Olanda, Belgio, Turchia, Portogallo, Spagna, Inghilterra, Scozia, Polonia, Cipro, Ungheria, Svizzera, Lettonia, ha regalato momenti che comunque rimarranno nella storia centenaria del club e anche dei tifosi, che nonostante l'atmosfera di ieri sera spesso hanno snobbato una competizione data per scontata sin dall'inizio. Ma, oltre all'universo di ricordi, dalla parata di Terracciano a Enschede, alle due finali amare di Praga e Atene, passando per il gol di Barak a Basilea e il doppio incrocio col Betis, cosa rimane 'in tasca' alla Fiorentina?
Incasso
Nelle tre edizioni 'complete', saltando di fatto solo una partita (la finale dell'anno scorso dopo l'eliminazione contro il Real Betis), la Fiorentina ha messo nel portafoglio più di 52 milioni di euro (17,7 milioni nel 2022-23, 19,6 milioni nel 2023-24, 14,8 nel 2024-25); in questa edizione la società di Giuseppe Commisso ha incassato circa 13 milioni, per un totale di 65 milioni guadagnati nel quadriennio. La Conference è la terza competizione per blasone ma anche per introiti. Come ha evidenziato il Corriere Fiorentino qualche giorno fa, paragonando i tre tornei vediamo che, ad esempio, la qualificazione ai quarti in Champions vale 12,5 milioni, in Europa League 2,5 milioni, in Conference 1,3 milioni. Se pensiamo inoltre che, parlando di Champions, la sola qualificazione alla coppa regina d'Europa porta come bonus iniziale 18,6 milioni (in pratica più di quanto guadagnato dalla Fiorentina in ciascuna delle due annate in cui è arrivata in finale di Conference) è ancor più evidente lo squilibrio di forza e come la partecipazione continua alla Conference non possa aiutare molto anche la crescita economica. A proposito di crescita, visto che siamo a fare i conti: Rocco Commisso insisteva sempre - e lo ha fatto anche nella conferenza stampa di giugno scorso - sull'impossibilità di poter aggredire i top club d'Italia con uno stadio e degli incassi derivanti da esso come quelli della Fiorentina-, e su questo il conto si fa interessante.
Il botteghino
Un handicap non da poco lo gioca anche la condizione del Franchi, che limita la capienza a 21mila spettatori massimo per i lavori di ristrutturazione dell'impianto, ma c'è anche il dato sull'affluenza sono da tenere a mente. Il 'botteghino' Conference è passato dai 2,2 milioni ricavati dai biglietti nella stagione 2023-24 a 1,7 in quella scorsa, mentre quest'anno sarà ancora minore. Per un quarto di finale europeo la Fiorentina ha portato allo stadio poco più di 20mila spettatori per un incasso totale di 544mila euro - il Bologna nei quarti d'andata di Europa League contro l'Aston Villa ha portato oltre 32mila persone al Dall'Ara per un incasso doppio rispetto a quello dei viola. Se pensiamo a quello che verrà - e a uno stadio che, chissà quando completo, avrà una capienza di 40mila spettatori - la Fiorentina dovrà ragionare anche su come fare a 'recuperare' il pubblico perso in questi anni, lo stesso che ha lasciato praticamente deserto il Franchi in tante serate europee che, ne siamo sicuri, a molti mancheranno terribilmente.






