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Nardella su Commisso: "Uomo schietto e franco, teneva con orgoglio il giglio simbolo di Firenze"
L'eurodeputato del Pd Dario Nardella, sindaco di Firenze nel 2019 quando Rocco Commisso ha acquistato la Fiorentina, è intervenuto a Radio FirenzeViola per un ricordo del presidente scomparso nelle scorse ore: "Noi fiorentini siamo sempre per la schiettezza ed anche Rocco Commisso era così. Abbiamo lavorato a stretto contatto per 5 anni e spesso condividevamo progetti e idee, altre andavamo meno d'accordo ma ne apprezzavo la franchezza anche perché la preferisco a chi ti ride davanti e non fa altrettanto dietro. Era persona appassionata, fiera, schietta e sincera nel dire le cose".
Che altri ricordi ne ha? "Molti, ci siamo visti tante volte in questi anni. Ricordo il primo giorno che venne a Palazzo Vecchio e gli regalai la spilla con il giglio dorato di Firenze e lui mi disse di mettergliela alla giacca e da allora la portava sempre a sottolineare l'apprezzamento e il legame con la città. Ricordo l'accoglienza che mi fece a New York alla Columbus University che fanno capire anche la grandezza e la generosità come ha tanto aiutato Firenze durante il Covid. Infine ricordo l'abbraccio triste in occasione della scomparsa di Joe Barone, il suo braccio destro e amico".
La gestione familiare lo portava a difendere sempre la Fiorentina e i suoi uomini anche quando i risultati non gli davano ragione? "Il calcio è tanto bello quanto spietato, Rocco se ne è andato in un momento critico e duro e forse le due cose non sono indipendenti. La sua priorità era di difendere la sua squadra e la società e questo gli fa onore, prima difendeva la sua comunità anche nei rapporti con le istituzioni e con la tifoseria è stato sempre coerente. Penso che in questi ultimi ultimi mesi Commisso non ha potuto seguire in prima persona come faceva in passato".
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