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...con Sandro Martone
In un campionato dove la moda degli allenatori senza esperienza a volte potrebbe non pagare, emerge invece il quadro di Fabio Pisacane, un passato da calciatore e un presente e futuro da allenatore. “Non sono affatto sorpreso della stagione che sta conducendo Fabio, nonostante sia stato accolto da un iniziale scetticismo generale.E’ un allenatore preparato, la squadra lo segue, ha idee, è maniacale nella cura dei dettagli, è un predestinato. Lo reputo uno di famiglia, lo conosco da circa dodici anni e lo reputo uno di famiglia”, spiega a TuttoMercatoWeb.com Sandro Martone, operatore di mercato, da anni vicino al tecnico rossoblù.
Lei lo ha accompagnato nel percorso da calciatore. Immaginava un percorso da allenatore e con questi risultati?
“Fabio aveva sempre manifestato l’intenzione, una volta appese le scarpette al chiodo, di continuare a lavorare nel mondo del calcio. A dire il vero chi ha avuto l’intuizione di vederlo su una panchina, è stato sin dall’inizio Tommaso Giulini. Il presidente ha, inoltre, il grande merito di averlo formato e lanciato nel momento giusto. La scelta di Pisacane allenatore della prima squadra non è stato affatto un azzardo, ma ponderata e fino a questo momento più che vincente, da parte del numero uno del Cagliari. A mio avviso i risultati che stanno arrivando, hanno ancora più valore se si pensa che pronti-via il Cagliari ha perso per infortunio Belotti, poi Deiola e Folorusho, che sono due due perni del centrocampo. E a ciò vanno aggiunte le cessioni di Zortea, Piccoli e Luperto”.
Il Cagliari insieme al Como ha anche la rosa più giovane della serie A, Pisacane sta plasmando e valorizzando diversi ragazzi, tra cui il suo assistito Idrissi, quale futuro per lui?
“Per quanto riguarda Idrissi parliamo di un talento che tra qualche anno vedremo in un top club. Sia la scorsa estate che nel mercato di gennaio, il Cagliari ha rifiutato le avances di diverse squadre. Ryad è molto attenzionato, valuteremo con calma insieme al club il suo futuro.Per il momento deve continuare a lavorare tranquillo, sta crescendo di settimana in settimana, è un patrimonio del Cagliari e del calcio italiano”.
Lei assiste anche il capitano Deiola, quando lo rivedremo in campo?
“Purtroppo Alessandro è stato vittima di una lesione muscolare che lo terrà fuori per almeno un altra settimana. E’ un ragazzo eccezionale, non si risparmia mai, vuol essere in campo sempre e a tutti i costi. Sono contento per lui perché si è guadagnato con lavoro e sacrificio tutta la stima del club e dei cagliaritani. E’ un uomo vero e di cuore e incarna alla perfezione il ruolo del capitano.”
Spostiamoci a Roma, sponda Lazio. Patric è tornato in campo contro la Juventus.
“Patric ha vissuto un periodo sfortunato, la scorsa stagione ha giocato a lungo con una frattura ossea perché Baroni gli chiedeva di stringere i denti, è andato avanti con antidolorifici e iniezioni, ma quando non ne ha potuto più è stato costretto a fermarsi e a sottoporsi ad intervento chirurgico.
In questa stagione, invece, ha avuto un infortunio muscolare, probabilmente legato anche alla precedente lunga assenza dai campi di gioco, dovuta al periodo post operatorio. E’una bandiera della Lazio e spera di trovare più minutaggio possibile, sente che può dare ancora tanto”.
L’approdo alle semifinali di Coppa Italia può essere la svolta della stagione opaca che sta attraversando la Lazio? Cosa le dice il suo assistito?
“Mi auguro di si. Innanzitutto Patric è un tifoso della Lazio e come tutti i tifosi è molto dispiaciuto del momento non brillantissimo, ma felice per il passaggio del turno. Lavora ogni giorno dentro e fuori dal campo per far sì che la Lazio ritorni dove merita. Il ragazzo è convinto che Fabiani, Sarri e Lotito abbiano le spalle abbastanza larghe per aiutare la squadra a venir fuori da questa situazione e ricostruire un ciclo vincente. Non dimentichiamoci che la Lazio negli ultimi due anni ha perso dei totem come Immobile, Milinkovic e Luis Alberto e ci vuol tempo per ricreare un gruppo più che competitivo.”
Il suo parere invece?
“Lotito come De Laurentiis è un presidente che non ha alle spalle fondi americani o arabi. Gli va dato merito di aver sistemato i conti di un club che ha rilevato sull’orlo del fallimento. Forse ha sbagliato non aver ceduto i suoi top player nel momento giusto, a differenza del massimo dirigente del Napoli che con le cessioni contestate dai tifosi dei vari Cavani, Higuain, Fabian, Kvaratskhelia e così via è riuscito a costruire un Napoli vincente e a fare delle plusvalenze da capo giro. A gennaio però sia con la cessione del Taty che con quella di Guendouzi nche la Lazio è riuscita a fare delle plusvalenze importanti e a sbloccare il mercato. Di questo va dato merito anche a Fabiani che nonostante non abbia potuto rinforzare la squadra in estate, in silenzio sta facendo un lavoro disumano a livello tecnico e ambientale per ricreare l’ amalgama giusto”.
A proposito del Napoli dove sta brillando Vergara, lei è l’agente di un altro giovane talento sfornato dalla Primavera: Nosa Obaretin.
“Sì, Nosa avrà un futuro luminoso. Sta crescendo tantissimo. Un difensore mancino, dal fisico possente e allo stesso tempo veloce e bravo nella gestione della palla. E’ merce rara trovare difensori con le sue qualità e con grandi margini di crescita.A gennaio infatti, ci sono stati tre club di serie A che avrebbero scommesso su di lui, l’Empoli però ha fatto muro e ha chiesto al ragazzo di restare fino al termine del campionato.Insieme a Nosa, quindi, abbiamo deciso spostare il salto di categoria alla prossima stagione, dopo che sarà rientrato al Napoli per fine prestito”.
Pensa che possa essere una delle novità nello scacchiere di Conte nella prossima stagione?
“Questa è una decisione che spetta all’allenatore. Di sicuro c’è che il ragazzo è maturato e cresciuto tanto rispetto alla scorsa estate e come ho detto prima ha ancora enormi margini di crescita”.
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