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Palazzi brutalisti, miniere e un'immensa prigione: cosa c'è da sapere sulla città di ZenicaTUTTO mercato WEB
Oggi alle 17:30Serie A
di Dimitri Conti

Palazzi brutalisti, miniere e un'immensa prigione: cosa c'è da sapere sulla città di Zenica

C'è grande attesa in tutta Italia per la partita di martedì sera, la finale del playoff di qualificazione ai prossimi Mondiali sul campo della Bosnia ed Erzegovina che vede gli Azzurri di Gattuso chiamati ad un ultimo sforzo per poter così staccare il pass per Stati Uniti, Canada e Messico in estate. Ultima chiamata Zenica per la Nazionale azzurra, e se qualche informazione sullo stadio che ospiterà Bosnia-Italia - il Bilino Polje, in cui tra l'altro l'Italia ha anche già vinto - ve l'abbiamo data nelle scorse ore, può essere utile approfondire anche il contesto nel quale saranno decise le sorti della squadra italiana, e forse anche del movimento calcistico, almeno per quanto riguarda le tempistiche più immediate. Zenica è una città totalmente a immagine e somiglianza delle principali industrie che la sostengono, quelle dell'acciaio e del carbone. A spiegare bene tutto questo, viene in soccorso anche il nome della squadra di calcio locale, quella che gioca nello stadio Bilino Polje: il Celik Zenica, che tradotto significa di fatto 'acciaio di Zenica'. O la squadra di rugby, il Rudar ovvero 'minatore'. Il contesto fortemente industriale rende Zenica una città dall'aria fortemente inquinata, con i tassi peggiori d'Europa, tanto da esserci stato realizzato anche un documentario per testimoniarlo. In molti avranno notato, osservando le foto dello stadio Bilino Polje, come subito a fianco della struttura si stagli un immenso palazzo in stile brutalista, che è inserito in un contesto di multiculturalità tipico della Bosnia in sé e per sé, territorio che da decenni ospita una continua commistione tra religioni e popoli diversi, abbracciando sia le varie sponde del cristianesimo (cattolica e ortodossa), che l'islam che l'ebraismo. E poi, la città di Zenica è stata tristemente nota negli anni delle guerre intestine jugoslave per ospitare la prigione più grande della confederazione, che oggi resiste 'solamente' come penitenziario più esteso dell'intera Bosnia. Inaugurato nel lontano 1886, il carcere di Zenica può ospitare fino a 800 detenuti. La prigione è anch'essa parte del tessuto cittadino e culturale della zona, come testimoniato per esempio dal nome del tifo organizzato della squadra locale: gli ultrà del Celik sono chiamati 'Robijasi', ovverosia i 'carcerati'. E occhio al precedente 'trasversale', considerando che il Celik Zenica ha vinto la Mitropa Cup 1971/72 battendo una squadra italiana in finale, la Fiorentina. L'auspicio di Gattuso e dei suoi giocatori, contando che comunque l'Italia a Zenica ci ha vinto e anche di recente, che rimanga un episodio isolato.