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“Responsabilità come opportunità”. Soncin detta la via dell'Italia per il Mondiale
"Parlando in termini generali è un momento buio, ma sono percorsi differenti. Sentiamo la responsabilità nel senso di opportunità per avvicinarci al nostro obiettivo, siamo focalizzate totalmente sul nostro percorso, è il nostro momento e siamo contente di ritrovarci dopo l'ultimo raduno e far vedere che siamo una versione migliore delle ultime due gare". Il ct dell’Italia Femminile Andrea Soncin nel corso della conferenza stampa che ha aperto il raduno in vista delle sfide contro Serbia e Danimarca valide per le qualificazioni al prossimo Mondiale (Brasile 2027) rispondendo a chi gli chiedeva un punto di vista sulla crisi del movimento e sulle possibili pressioni aggiuntive nei confronti dell’Italia.
"L'ultimo mese è stato molto intenso come contatti con le giocatrici, intensità di contratti soprattutto per l'approccio mentale. C'è grandissima consapevolezza che nelle prime due gare abbiamo raccolto meno, dove potevamo sfruttare meglio certe dinamiche di gioco. In entrambe abbiamo gestito benissimo alcune fasi di gara e altre meno e ci sono costate dei punti. - ha proseguito Soncin parlando dell’atmosfera in gruppo - C'è la volontà di riaprire il discorso per il primo posto, vogliamo giocarci l'opportunità di andare in Brasile fino all'ultimo secondo e sappiamo quanto siano importanti queste due gare per arrivare a questo. Io sono soddisfatto quando vedo che la squadra va nella direzione in cui vogliamo andare. Poi ovviamente contano i punti che possono permetterci di arrivare a giocarci il primo posto fino all'ultimo minuto".
Cosa può dirci del presidente dimissionario Gravina?
"Sono grato per l'opportunità che mi è stata data, profondamente grato. La responsabilità è grande, ma l'ho vista sempre come un'opportunità. In questo momento si parla di momento buio del calcio, ma va diversificato perché pur facendo parte della stessa famiglia, il nostro percorso sta evolvendo a livello di Club Italia, nel rapporto con i club e a tutti i livelli e il merito è anche della politica federale di questi ultimi anni".
C'è maggiore coraggio nel lanciare le giovani?
"Ormai da due anni a questa parte, grazie anche a un grandissimo lavoro dei coordinatori delle selezioni giovanili, c'è una sorta di linea unica a livello femminile. C'è attenzione massima, ci sono ragazze come Galli e Venturelli che sono attenzionate per la Nazionale maggiore. Io poi devo vivere il presente in qualità di ct, ma lavoriamo anche per il futuro e c'è massima condivisione fra tutte le nazionali giovanili perché ci sono ragazze che hanno ampi margini di miglioramento. Ma bisogna lavorare a stretto contatto anche con i club per costruire la Nazionale del futuro"
Utilizzo delle straniere?
"Si tratta di una dinamica che può andare in quella direzione anche al femminile, ma vedendo il lavoro che stanno facendo i club dico che ci sono delle visioni diverse, differenti programmi e di valorizzazione delle giovani. I frutti del lavoro fatto in passato si sta iniziando a vedere adesso e credo che siano due percorsi diversi anche se poi le norme possono portare al ricrearsi certe dinamiche, ma i club stanno producendo sempre più talento, che va accompagnato in un percorso, e fra qualche anno raccoglieranno i frutti. Da un lato ci sono norme che potrebbero portare un maggior numero di straniere, che alzano anche il livello, e dall'altro invece il grande lavoro a livello giovanile delle società".
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