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Di Canio: "Su Fagioli sbagliò la Juve. Abodi aveva ragione: siamo un centro di recupero per ludopatici?"
Nel corso del dibattito negli studi di Sky Sport, Paolo Di Canio dice la sua sulla gestione dei giovani calciatori, italiani e non: “I risultati delle nostre giovanili dimostrano che c’è talento, c’è organizzazione. Però questi ragazzi mettono tutto fino al momento in cui devono esplodere. E poi, colpa sicuramente dei club, ma anche dei ragazzi, arrivano con il pensiero che al primo contratto importante, e rischiano di rilassarsi.
Successe anche a me in un’altra epoca: mi misero in riga. In questa era non c’è un club che forma, che ti segue a 19, 20, 21 anni. Diventano uomini per quanto riguarda la gestione, poi per le regole tornano ragazzi. Abbiamo avuto dei casi… Quando uno sbaglia è giusto essere riabilitati, per carità. Però penso al caso di Fagioli, che ha fatto quello che ha fatto: la Juventus gli rinnovò il contratto durante la squalifica, aumentandolo pure. Fu un segnale sbagliatissimo.
Abodi disse una cosa sacrosanta, cioè che chi commette errori gravi non può essere convocato nell’immediato in Nazionale. Che è sacra. Fu assaltato da tutti. Se dai un segnale così e poi la butti su un discorso buonista, della serie ‘non lasciamo indietro i ragazzi’. Ma che siamo, un centro di recupero per ludopatici? Stiamo parlando della Nazionale, ragazzi”.
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