Blessin non è qui per pareggiare. Ma non sa fare altro: la retrocessione più noiosa di sempre
"Non abbiamo niente da perdere". Così Alexander Blessin si presentò alla prima da allenatore del Genoa. Del tedesco, si dice non ami particolarmente i pareggi, del tipo: o vinco o perdo, senza mezze misure. Non sembra l'abbia detto davvero, ma poco importa. Nel caso, avrebbe al peggio ricalcato le prime battute di Josh Wander da novello proprietario dei rossoblù: "Siamo venuti qui per vincere, non certo per perdere o pareggiare". Mal gliene incolse se si considera che, da quando è arrivato Blessin, il Grifone non ha fatto altro che pareggiare.
Sette X su sette. Il record, per la cronaca, è dietro l'angolo: nel campionato 1970-1971, il Varese fece registrare otto pareggi consecutivi. Vorrà il Genoa interrompersi proprio ora? La striscia di Blessin, in ogni caso, rimarrà considerevole. Non solo per le dichiarazioni, ma anche per la sua carriera: nella prima parte di stagione all'Oostende, aveva ottenuto solo due volte il segno X in ventuno partite. L'anno scorso, si era fermato a otto pareggi complessivi, nell'arco di trentaquattro giornate. E anche nel 19/20, alla guida del Lipsia under 19, aveva chiuso con appena due risultati "positivi" di questo tipo.
La retrocessione più noiosa di sempre. Pareggi a parte, in cinque partite il Genoa non ha fatto gol e non ne ha ovviamente fatti fare. Ruolino di marcia invidiabile sotto il profilo difensivo, un po' meno dal punto di vista dello spettacolo. Non tanto per il gioco che fa, di suo molto interessante e anche per questo definito "particolarissimo" da uno come Andreazzoli che l'ha affrontato di recente, quanto per i risultati: i rossoblù, a ben vedere, hanno tanto da perdere. La Serie A, nello specifico: oggi il terzultimo posto dista sei punti. La missione sarebbe forse impossibile comunque, ma continuando a pareggiare lo sarà di sicuro.






