Mai più scelte improvvisate. La differenza tra Kean e Vlahovic
Più che un giudizio sulle qualità tecniche, l'analisi in questo corsivo è sul modo. Sul come la Juve (ma il discorso può essere tranquillamente allargato agli altri club) solo operando con programmazione può ricostruire un nuovo ciclo vincente e non con scelte di pancia. Non puoi farlo quando reagisci ad azioni che fondamentalmente hai subito.
Nel merito: quella riguardante Moise Kean è un'operazione che la Juventus lo scorso agosto è stata costretta a imbastire in fretta e in furia. La cessione di Cristiano Ronaldo fu definita il 27 agosto, a quattro giorni dalla chiusura del calciomercato. Fu conclusa con l'avallo della Juventus, che voleva liberarsene, ma soprattutto coi tempi e le modalità di Cristiano Ronaldo che considerava conclusa la sua avventura a Torino. Fino all'offerta del Manchester City nessuno s'era fatto avanti, poi il rilancio decisivo dello United e l'ufficialità. E la Juventus? S'è ritrovata a 3-4 giorni dalla chiusura del calciomercato con due soli attaccanti in rosa e con la necessità impellente di acquistarne un altro: all'altezza della Juve, giovane come impone il nuovo corso, possibilmente già pronto... Non ce n'erano molti sul mercato. Anzi, probabilmente c'era solo Moise Kean e quindi la Juve a quel punto non aveva grosse alternative. Kean pur avendo fallito all'Everton è tornato a cifre più alte rispetto a quella a cui era stato ceduto: un'operazione da 35 milioni di euro. Soldi che potrà ancora dimostrare di valere, ha 22 anni e quello su di lui resta un investimento, seppur oggi difficile da gestire. Ma in discussione c'è la modalità: hai preso Kean perché hai subito tutti i passaggi e, a un certo punto, non potevi prendere altro che Kean. Attaccante che finora sta fallendo la sua mission: 5 gol in 30 presenze, una rete ogni 213 minuti.
Cinque mesi dopo è arrivato Dusan Vlahovic. Rispetto a Kean è costato il doppio, l'età è grossomodo simile ma qui la strategia è stata completamente rovesciata. In un momento di grande difficoltà, la Juventus grazie alla possibilità di anticipare questo investimento ha programmato un acquisto che chissà se in estate sarebbe stato fatto comunque. Perché è vero che Vlahovic e la Juve avevano l'accordo economico da ottobre, ma non era scritto nella pietra che il bomber serbo nell'estate 2022 sarebbe andato solo e soltanto alla Juve. Soprattutto se a farsi avanti sarebbero state società come Real Madrid, Bayern Monaco o Manchester City. Non tre club citati a caso.
A differenza di Kean, qui è stata la Juve a dettare le regole. Ha programmato il suo futuro, non ha reagito a decisioni altrui. La Juve ha scelto e questo fa tutta la differenza del mondo. Perché è vero che i bravi dirigenti si vedono anche nelle decisioni estemporanee, ma la tua decisione più importante - ovvero la sostituzione di Cristiano Ronaldo - non puoi prenderla quando hai l'acqua alla gola. Fu così la scorsa estate e s'è provato a rimediare a gennaio. Anche se poi Kean resta e già in tanti sperano nel suo addio. Non sarà semplice: l'investimento da 35 milioni di euro per lui resta, anche se deciso in poche ore...






