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Due di Piccari - Garcia conquista, giusto rinunciare a Tonali, Milinkovic jolly. Scempio Uefa

Due di Piccari - Garcia conquista, giusto rinunciare a Tonali, Milinkovic jolly. Scempio Uefa TUTTOmercatoWEB
Marco Piccari
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Marco Piccari
domenica 25 giugno 2023, 14:16Il Due di Piccari

Torna la rubrica sulle pagine di TMW con Marco Piccari - direttore di TMW Radio - che con il suo “Due di Piccari” racconta l'attualità del calcio italiano anche dopo la fine del campionato con tre carte di scala quaranta. Il due di Cuori, di Picche e il Jolly.

Due di Cuori
Di solito è la primavera che fa battere il cuore, si dice che sia la stagione degli amori e guarda caso Garcia viene presentato proprio negli ultimi giorni della stagione. Il tecnico francese durante la presentazione ha subito conquistato. Elegante al punto giusto, sicuro quanto basta, spavaldo per quello che serve e poi anche abile comunicatore; in uno senario regale è andato dritto al cuore dei tifosi del Napoli che hanno manifestato subito il loro calore. Quello che ha fatto Spalletti rimane scritto nei cuori dei napoletani in maniera indelebile, ma ora è tempo di aprire il cuore a Rudi Garcia.
Sì la scelta ha sorpreso tutti, ma ADL, battezzato faraone da Stefano Impallomeni, sa sempre stupire e per lui parlano i risultati raggiunti dal 2004 ad oggi. Ora tocca al tecnico francese, gli ultimi anni non sono stati esaltanti, ma in passato i dubbi ci sono stati anche per Spalletti ( due anni di inattività prima dell'arrivo a Napoli) e su Sarri che veniva dall'Empoli, ma alla fine Aurelio ha sempre indovinato la mossa. Intanto Garcia ha un tratto in comune con il predecessore: il gioco. Sia con Lille, campione di Francia che con la Roma la qualità di calcio non è mai mancata. 4-3-3 il modulo base, squadre propositive ma anche concrete quando è servito. Verticalizzazione e qualità dei singoli e nel Napoli la qualità non manca, del resto stiamo parlando della squadra campione d'Italia. A tutto questo aggiungiamo che Rudi è bravo ad entrare in sintonia con i giocatori e a creare empatia con l'ambiente. Basta ricordare il rapporto con il capitano Totti e la chiesa riportata al centro del villaggio. In comunicazione ci sa fare, altro tratto in comune con il suo predecessore. Ora aspettiamo il mercato e poi il campo, ma via i pregiudizi: Garcia merita rispetto e considerazione. Il violino può suonare una piacevole melodia sotto il Vesuvio.
Una vicenda di cuore è anche quella di Tonali che lascia il Milan per approdare in premier. Tanti soldi per lui e per il club, ma tanta infelicità dei tifosi: la bandiera rossonera non c'è più. Certo Tonali è un buon giocatore, ma la valutazione di 80 milioni sembra eccessiva, quindi dire di no a quella cifra era impossibile per il club e anche per il giocatore visti gli 8 milioni che prenderà in 6 anni. Chi scrive è un classe 72, quindi cresciuto in un calcio dove il giocatore era identificato con il club, devo anche dire che si vedevano meno partite e quindi un match alla tv era un evento, non c'erano i social e i cellullari. Uno mondo diverso fatto di emozioni vere e non artificiali. Comprendo benissimo la delusione dei tifosi del Milan che vedevano in Tonali, il nuovo Maldini, ma il calcio è cambiato e bisogna prenderne atto. Oggi anche Maldini, Del Piero e Totti non si legherebbero ad un club per tutta la carriera. La quantità di denaro portata nel calcio dalla Premier, dagli sceicchi e dai magnati ha cambiato i valori e per questo bisogna essere realisti. Nessuno è incedibile e il calciatore è sempre di passaggio, quello che conta è il club e la maglia da amare sempre nel bene e nel male. Lo sanno i calcatori e lo sanno anche i tifosi che sicuramente preferirebbero avere più uno sceicco o un magnate nella propria squadra che un calciatore per anni. Il milanismo, l'interismo, la juventinità e via dicendo non trovano più spazio in questo calcio, questi valori sono dei tifosi a cui consiglierei di acquistare la maglia della propria squadra senza scrivere dietro i nomi dei calciatori: la maglia è per sempre. Il resto in questo contesto attuale è ipocrisia e materiale da social. Ora aspettiamo le mosse del Milan e i risultati per giudicare: la cura di tutto.

Due di Picche
Al peggio non c'è mai fine. E allora ci pensa l'Europeo Under 21 a mostrare un'altra chicca dello strano mondo del calcio con la Uefa sempre in prima linea. Un torneo organizzato senza la tecnologia, niente Var e niente gol line technology. Una scelta inaccettabile e in Francia – Italia è capitato di tutto, anche di non vedere un pallone varcare la linea di porta di almeno 30 cm. Sì un errore evidente che poteva essere visto a occhio nudo, ma il punto non è l'errore che sempre ci sarà, ma non aver previsto la tecnologia in un torneo di calcio importante, un tornare indietro nel tempo senza senso, smentita poi dalla scelta di ripristinare la tecnologia ai quarti di finale. Una gestione assurda della Uefa supportata dalle federazioni delle rispettive nazionali. Così il calcio perde quella poca credibilità rimasta. Qualcuno dovrebbe fare un passo indietro: è tempo di dimissioni di massa.
Ma attenzione che non venga utilizzato quello che è accaduto agli Europei Under 21 per spiegare gli errori arbitrali commessi in altre partite, vedi finale di Europa League e Conference. In quei casi la tecnologia era presente non mischiamo tutto per logiche di parte. Tanto per essere chiari: in Italia – Francia mancava la tecnologia cosa diversa dall'errore eventuale dell'arbitro. Distinguiamo i piani evitando di mettere le solite sciarpe al collo.

Jolly
In questo momento Milinkovic Savic, il centrocampista della Lazio il cui contratto scade a giugno 2024, è il jolly di mercato.
Lo cerca la Juventus, in attesa del rinnovo del contratto di Rabiot, e per i bianconeri sarebbe un rinforzo che potrebbe garantire più gol, più assist e più soluzioni tattiche per mister Allegri. Ideale per il 3-5-2 che il serbo ha fatto per diversi anni, molto adatto anche per il 4-3-3 come ha dimostrato con Sarri e inoltre potrebbe essere impiegato anche come trequartista nel 4-2-3-1, senza dimenticare che spesso ha affiancato la seconda punta in un 3-5-1-1. Giocatore che in Italia ha fatto sempre la differenza e per una Juve che vuole tornare grande sarebbe l'ideale, meglio del francese Rabiot, ma per dirla tutta la signora bianconera per tornare veramente al top dovrebbe avere entrambi i centrocampisti. Una mediana composta da Fagioli, Rabiot, Milinkovic e con l'alternativa Pogba, più Miretti e Locatelli sarebbe una diga difficile da superare. A quel punto si potrebbe sacrificare uno tra Chiesa e Vlahovic.
Milinkovic ottimo anche per l'Inter, nel collaudato 3-5-2 di Inzaghi entrerebbe in maniera perfetta. Immaginate per un attimo il centrocampo nerazzurro con l'intelligenza di Cahlanoglu, il dinamismo di Barella, la forza e tecnica di Milinkovic: spaziale. E se arrivasse anche Frattesi la mediana sarebbe perfetta.
Il serbo sarebbe un acquisto notevole anche per il Milan. Con lui Pioli dimenticherebbe alla svelta Tonali e potrebbe scegliere sia il 4-2-3-1 con Milinkovic sulla trequarti e il 4-3-3 con il serbo interno. Il suo arrivo farebbe togliere l'hasthtag Cardinale out.
Ma attenzione Milinokovic è un jolly soprattutto per la Lazio. Il presidente Lotito ha fissato il prezzo, ci vogliono almeno 35 milioni per portarlo via altrimenti può rimanere e andare a scadenza. Il serbo potrebbe rimanere un altro anno e fare come Kessie al Milan alla sua ultima stagione e dare tutto per la maglia che indossa da 8 anni. A quel punto con Milinkovic e un play alla Torreria, più un colpo alla Berardi la Lazio potrebbe puntare tutto sul campionato per provare il colpo grosso. La palla passa al presidente e vista la situazione economica delle big, non certo esaltante, questa potrebbe essere l'ultima occasione di Lotito per fare un grande salto. O adesso o mai più.

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