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Spagna campione, vince il gioco. Messi non si è visto. Yamal normale

Spagna campione, vince il gioco. Messi non si è visto. Yamal normale TUTTOmercatoWEB
Marco Piccari
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Marco Piccari
ieri alle 06:05Il Due di Piccari
Vince il gioco e l'idea della Spagna. Rinunciataria l'Argentina, Messi non incide. Lautaro doveva giocare. IL Due di Piccari del direttore di TMWRadio

Due di Cuori
La Spagna è campione del mondo e lo è con pieno merito. Il gioco, l'identità e l'organizzazione degli spagnoli meritano un grande cuore. In campo hanno dominato fin dal calcio d'inizio. Il primo tempo è stato a tratti un po' noioso, ma sempre sotto il loro controllo; nella ripresa, invece, hanno creato e manovrato con continuità, schiacciando l'Argentina nella propria metà campo. Una supremazia netta ed evidente delle Furie Rosse, che nei tempi supplementari hanno trovato con Torres il gol del KO.
Ha vinto il gioco, ha vinto la qualità del calcio di una squadra che ha sempre cercato di fare la partita contro un avversario che non ha avuto idee né forza per controbattere. Il catenaccio argentino ha ceduto. Ha vinto la cultura di chi ha voluto costruire nel tempo, seguendo un'idea e puntando sui giovani a prescindere dai risultati. Complimenti a De La Fuente, un CT cresciuto all'interno della Federazione, autore di un percorso straordinario nel rispetto di un'identità ben precisa: un esempio che andrebbe seguito anche dalle nostre parti per poter ripartire.
Se i campioni del mondo sono rimasti in piedi fino ai supplementari, il merito è soprattutto di uno straordinario Martinez. Il portiere è stato il migliore dei suoi: "El Dibu" ha collezionato ben 11 parate. Grande prova di un estremo difensore forte, attento e di grande personalità. Forse ha qualche responsabilità sul gol decisivo, ma per tutto ciò che ha fatto merita soltanto applausi. Uno come lui fa vibrare il cuore già solo a vederlo tra i pali. Se la Juve vuole tornare grande, dovrebbe puntare su un top player come lui.

Due di Picche
Nella serata della finale è mancata tutta l'Argentina. Una squadra scarica, priva di idee e incapace di costruire gioco o creare occasioni. Nessun tiro in porta nell'arco dei 90 minuti e dei tempi supplementari: una situazione mai vista in una finale di Coppa del Mondo.
L'Argentina è stata completamente dominata dalla Spagna sul piano del gioco e della personalità. Non si è praticamente mai visto neppure Messi: pochi palloni giocabili e nessuna possibilità di incidere. È stato un peccato vederlo sparire nella partita più importante, ma in questa finale gli avversari non gli hanno concesso nulla.
Si chiude così l'avventura di Messi con la Nazionale, ma a questo campione va detto soltanto grazie per il Mondiale disputato ad altissimo livello a 39 anni. Grazie, leggenda!
In questa serata storta sottolineo anche l'atteggiamento provocatorio di Paredes, davvero brutto da vedere. Mi permetto inoltre di criticare, con garbo, Scaloni: in una finale come questa avrebbe dovuto giocare Lautaro. Forse non sarebbe cambiato nulla, ma chi trascina una Nazionale in finale merita considerazione.
Chiudo con Yamal. È un talento straordinario, ma deve ancora crescere per impressionare davvero e diventare un punto di riferimento del calcio mondiale. Per lui, una serata di assoluta normalità.

Jolly
Il jolly lo pesca la Spagna con Torres. L'attaccante entra dalla panchina e segna il gol che regala la Coppa del Mondo alle Furie Rosse. Il morso letale dello squalo.

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