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La Juve perde il 9. Leao, figuraccia mondiale. Imbarazzo Milan, Lotito la protesta è sempre più forte. Riflessione Baldini

La Juve perde il 9. Leao, figuraccia mondiale. Imbarazzo Milan, Lotito la protesta è sempre più forte. Riflessione BaldiniTUTTOmercatoWEB
Marco Piccari
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Marco Piccari
Oggi alle 09:35Il Due di Piccari
La Juve perde Vlahovic. Leao brutta figura. Caos Milan, Lazio serve un cambio. Baldini il CT che piace. Il Due di Piccari del direttore di TMWRadio

Due di Cuori
Vlahovic lascia la Juve. Nessun accordo con il club per il rinnovo e il serbo ha salutato. Si conclude così la storia tra il numero 9 e la Signora. Giusto o sbagliato, fate voi; personalmente penso che sia stato un colpo che, in qualche modo, ha trafitto il cuore bianconero.
Ora la Juve dovrà trovare due attaccanti: uno per sostituire Vlahovic e un altro che possa prendere il posto di David. Una missione delicata e importante.
Personalmente, ritengo la partenza di Vlahovic una perdita notevole per la Juventus. Dal 2022 il serbo ha realizzato 50 gol in Serie A: meglio di lui ha fatto soltanto Lautaro, che ha superato quota 70 reti. Una perdita non da poco e un peccato non averlo affidato a Spalletti fin dall'inizio della stagione.
Non giudico Dusan come persona, come invece molti hanno fatto per aver rifiutato l'offerta della Juve da 6 milioni di euro di ingaggio. Ritengo la scelta di Vlahovic assolutamente legittima: un'offerta si può rifiutare. I discorsi sulla morale non hanno senso, anche perché nel calcio la morale è spesso una parola sconosciuta.
L'errore e la figuraccia sono della Juve e di Comolli, per non aver gestito questa situazione prima. Non si può arrivare all'ultimo momento per provare a trattenere il miglior attaccante della rosa. Una gestione dilettantistica e lontana dal vero mondo Juventus.
A Vlahovic auguro di trovare presto una squadra che possa esaltarlo e, personalmente, non escludo un club italiano che giochi la Champions League nella prossima stagione. Un attaccante importante merita un palcoscenico europeo di prestigio, quello che la Juve non è riuscita a garantirgli per l'imminente futuro.
Ora vediamo chi arriverà al suo posto...

Due di Picche
Le carte negative voglio distribuirle a più protagonisti di questi giorni.
Parto da Leao. Il portoghese si è messo in mostra, ma non per le sue giocate. A fare notizia sono stati il pugno rifilato durante un'amichevole della Nazionale e alcune dichiarazioni da giocatore viziato e poco aderente alla realtà.
Il pugno parla da solo: una figuraccia mondiale per il portoghese. Devastanti anche le sue parole. Un disastro!
Ha dichiarato di non essersi trovato tatticamente con Allegri, aggiungendo che il suo calcio sarebbe più adatto alla Premier League. Posso comprendere che Allegri non lo abbia esaltato; anzi, con Max abbiamo visto probabilmente il peggior Leao di sempre. Detto questo, il suo atteggiamento è stato pessimo e insopportabile: svogliato, poco incline all'applicazione e al sacrificio. Negligente.
Con queste caratteristiche farebbe molta fatica anche in Premier, altro che il suo calcio. È un giocatore discontinuo e superficiale e, se a 27 anni questi tratti caratteriali sono ancora così evidenti è meglio arrendersi. Leao sarà sempre così e uno così non è da Milan, né da Premier League. Meglio lasciarlo andare. Dove, non lo so.
Male anche Cardinale e Ibrahimovic. Ad oggi, mentre scrivo, il 7 giugno, il Milan non ha ancora un allenatore, un direttore sportivo e un amministratore delegato. Una gestione che sta prendendo a schiaffi la storia gloriosa di questo club. Imbarazzante!
Lo stesso discorso va fatto e ribadito per Lotito. La Lazio vive una situazione ancora più delicata e profonda: i tifosi hanno abbandonato il club. Non si abboneranno nemmeno il prossimo anno e sono anche già partite le disdette agli abbonamenti pay TV.
Una protesta forte, che rischia di creare danni enormi. Lotito non può ignorare tutto questo. Un presidente che allontana e tratta male i propri tifosi non può guidare un club. Andare avanti in questo modo non ha senso.
A Cardinale si può concedere ancora un po' di tempo; per Lotito, invece, il tempo è scaduto.

Jolly
Silvio Baldini potrebbe essere il jolly della Nazionale.
I suoi ragazzi hanno ben figurato in queste due amichevoli e Baldini ha portato un'aria di calcio vero. L'entusiasmo e la passione dei giovani sono stati contagiosi.
L'idea di ripartire dall'allenatore dell'Under 21 e da un gruppo di ragazzi mi ha riportato alla mente Vicini. Grande rispetto per Conte e Mancini, che abbiamo già visto sulla panchina della Nazionale, ma una riflessione su Baldini è doverosa.
Un allenatore vero, espressione di un calcio normale. Ecco, la normalità: un valore spesso smarrito.

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