Inter, Condò avvisa: "Serve ristrutturare: gruppo 'finito' per gli altissimi livelli"
L'Inter archivia l'ennesimo scontro diretto andato male, quello del secondo derby stagionale perso contro il Milan, ma la prospettiva in campionato rimane rassicurante, dati i 7 punti di distacco dal secondo posto. Dalle colonne del Corriere della Sera il giornalista Paolo Condò avvisa però che qualche segnale va colto per la prossima stagione.
Perché, se l'Inter ha dei campioni, stenta così tanto contro gli avversari forti? "Perché ragionando ad altissimi livelli, quest'Inter è finita dieci mesi fa, la sera della gara di ritorno contro il Barcellona" - riflette Condò - ". La prestazione leggendaria di un gruppo crepuscolare, unico nel suo genere per la capacità - firmata Marotta e Ausilio - di rigenerarsi per anni monetizzando campioni (Hakimi), ottimi giocatori (Lukaku) e sostituendoli in pari (Dumfries e Thuram) o addirittura in meglio (Sommer, fino a quest'anno)".
Poi spiega meglio il concetto del gruppo "finito": "Ribadiamo: lo è per gli altissimi livelli, cioè due finali di Champions League. Ancora per quest'anno dovrebbe bastare per lo Scudetto, ma sarà un frutto estremo da festeggiare senza lasciarsi fuorviare". Questo perché, secondo lui, "serve una ristrutturazione molto profonda, che dia spazio ai Pio Esposito, congedi qualche ultratrentenne e si rassegni al fatto che non tutte le pescate sono riuscite", aggiunge in riferimento a Frattesi ("ci si aspettava complessivamente di più"), Luis Henrique ("pagato troppo") e Diouf ("ancora un mistero").
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