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Inter indomabile: scudetto a un passo, Chivu ora va all in sulla Coppa ItaliaTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 07:00Serie A
di Bruno Cadelli
fonte dall'inviato a San Siro

Inter indomabile: scudetto a un passo, Chivu ora va all in sulla Coppa Italia

Quando il traguardo è vicino possano anche tremare le gambe. Il respiro si fa più affannoso, la mente comincia ad annebbiarsi, la fatica pesa come un termosifone sulle spalle. Accade anche ai corridori più esperti all’ultimo chilometro, ma l’Inter quest’anno è una squadra simile ad un inarrivabile maratoneta kenyota. “La capolista se ne va”, canta San Siro. Dopo il Como i nerazzurri superano anche il Cagliari, volano momentaneamente a +12 sul Napoli - impegnato domenica in casa contro la Lazio - e sentono sempre più vicino l’obiettivo tricolore. One step, one punch, one round at a time. Chivu quest’anno ha ragionato come Rocky Balboa, incassando ed arretrando, prendendosi il centro del ring un passo alla volta. È successo anche ieri sera contro il Cagliari: primo tempo di sofferenza e confusione, ripresa da prima della classe. Senza Lautaro e Bisseck (e con Sucic squalificato), l’allenatore rumeno ha sorpreso tutti: Josep Martinez in porta, De Vrij al centro della difesa, Mkhitaryan al posto di Zielsinki. Il polacco è subentrato nella ripresa, pennellando l'ennesimo gol d'autore per chiudre la gara sul 3-0. Ci ha pensato Thuram in apertura di ripresa ad aprire la scatola di una partita resa complicata da un Cagliari spigoloso, immagine e somiglianza di un operaio della panchina come Fabio Pisacane. La rete del francese in avvio di secondo tempo, sull’ennesimo assist stagionale di Dimarco, ha fatto esplodere San Siro come una santabarbara. Il francese probabilmente sente l’odore del Mondiale e vuole mandare un messaggio chiaro a Deschamps, per reclamare uno spazio nell’attacco atomico trasnsalpino dominato dai talenti Mbappe, Douè, Dembele, Olise. Insomma, chi più ne ha più ne metta. Il nove nerazzurro è al suo quarto gol nelle ultime tre partite, ed ha aperto la strada anche al raddoppio dell’ex Barella, capitano di serata contro il suo passato. Ha pagato anche la scelta di Chivu di ruotare la squadra per fare all in sulla Coppa Italia, contro un Como caduto a Sassuolo e deciso a prendersi un posto nella storia nella finale di Roma. Si gioca martedì sera l’atto quarto tra nerazzurri e lariani, con il pallottoliere che vede avanti l’Inter con due vittorie e un pareggio, proprio nella semifinale d’andata al Sinigaglia conclusasi per 0-0. San Siro canta e sorride, applaudendo una squadra che dopo il marzo nero è tornata a splendere di luce propria. Nelle ultime tre gare i nerazzurri hanno segnato 12 gol subendone cinque, ma soprattutto non hanno tremato quando sono stati chiamati a mettere il job sul mento dell’avversario per scaricare la combinazione di colpi ammazza campionato. È stata premiata la capacità di mettersi pancia a terra e strisciare nel fango, tutto quello che Chivu aveva chiesto - e probabilmente a preteso - quando si è seduto sulla panchina di Inzaghi. L'Arabia è lontana e Chivu, l'esoridnete sulla panchina di una big, sta per scrivere il suo nome nella storia. Quel "vinceremo il tricolor" cantato dalla Nord a fine partita, ormai, è molto più di un coro da stadio.