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#iorestoacasa - Le storie della buonanotte: Vado al massimo, la prima epica Coppa ItaliaTUTTOmercatoWEB.com
venerdì 27 marzo 2020 01:05Serie A
di Marco Conterio

#iorestoacasa - Le storie della buonanotte: Vado al massimo, la prima epica Coppa Italia

#iorestoacasa - Tuttomercatoweb.com propone ai suoi lettori delle storie di calcio per tenerci compagnia in queste giornate tra le mura domestiche
Vado. Al massimo. A casa. In chiesa. Dietro a un sogno, a un ricordo, a una chimera. No, Vado e basta. Per una volta, una tantum, ma Alfa in un albo d'oro che mai più rivedrà il suo nome stampato sull'almanacco del calcio. Il Vado di Felice Levratto cantato dal Quartetto Cetra, il Vado del Campo Leo, il Vado di Vado Ligure della Westinghouse e dei locomotori elettrici. Il Vado, quel Vado. Quello che se scorrete indietro l'albo d'oro della Coppa Italia, ha il primo nome scolpito sulla storia. Era il 1922.

L'Italia di Pio XI Pochi mesi prima dell'inizio della Coppa Italia del '22, morì Papa Benedetto XV. Oppositore della Prima Guerra Mondiale, gli successe Ambrogio Damiano Achille Ratti, Papa Pio XIX, 259° vescovo di Roma. Sarà il Papa della Questione Romana e dei Patti Lateranensi con Mussolini, ma anche del testamento spirituale che Pacelli, Cardinal Segretario di Stato, fece distruggere subito dopo la sua morte datata 10 febbraio 1939 dove Papa Pio XIX avrebbe denunciato la violazione dei Patti Lateranensi da parte del governo fascista e le persecuzioni razziali in Germania.

Il primo turno Il primo turno di qualificazione, i preliminari di quella Coppa Italia, si giocò il 2 aprile del '22. Tutte gare tra club vicine, la sorte baciò il Treviso che, in virtù del numero dispari, passò il turno per sorteggio. I nomi della squadre sono ora diversi, trasformati, dimenticati, soppressi, sbiaditi. Carpi e Molassana batterono a tavolino 2-0 rispettivamente Casalecchio e Audace Livorno. 4-1 del Crema col Codogno, 2-1 del Fanfulla con l'Associazione Calcio Libertas di Milano. La Forti e Liberi, ora Forlì, battè 3-0 la Mantovana. 2-0 della Juventus Italia, club milanese, all'Enotria Goliardo. Ben 9-0 alla Lucchese al Club Sportivo Firenze, metà di quella che sarà poi la Fiorentina. E ancora: Novese-Aeronautica Torino 6-0. Rivarolese-Sestrese 2-0. Spes Genova-Speranza 0-1. Trevigliese-Saronno 0-1 dopo i supplementari. Triestina-Edera Trieste 4-2. Valenzana-Pastore 2-1. Vercellesi Erranti-US Torinese 0-1. Virtus Bologna-Parma 1-0. L'Udinese, che sarà finalista di quella Coppa Italia, ne fece 4 alla Feltrese mentre il Vado superò solo ai supplementari, 4-3, i genovesi della Fiorente.

Un passo indietro FAcciamo un passo indietro, allora. Perché c'erano così tante squadre, nella prima edizione di una competizione che era un salto nel buio? Semplice. Il regolamento di quella neonata Coppa Italia parlava chiaro. Iscrizione gratuita per tutti i club che ne fanno richiesta purché siano in possesso del terreno di gioco recintato. Le gare verranno sorteggiate e se le società sono d’accordo possono invertire il campo. La Società che gioca sul proprio campo deve garantire lire cento per FIGC, inoltre consegnare alla formazione avversaria il rimborso del viaggio in treno in terza classe e lire trenta cadauna per le dodici persone che compongono la squadra (undici giocatori più un dirigente).

È passa’ e g’ha fatto il buso Nella finale contro l'Udinese, il terzino Cantarutti rispose così al portiere Lodolo, alla domanda di 'dove fosse finita la palla'. Era entrata, ed aveva fatto il buco nella rete. Il gol era di Virgilio Felice Levratto, il primo centravanti di peso e potenza per antonomasia. Suo il gol che, al '93, regalò il passaggio del turno al Vado contro la Fiorente. Suoi due dei cinque gol che, nel turno successivo, permisero al club del savonese di battere la Molassana. Gli altri che finirono sul tabellino furono Marchese, Negro, Roletti. Eroi di una città, così saranno, nomi ascritti all'Olimpo del calcio italiano solo per quell'unico ma eterno viaggio.

Un percorso netto Al terzo turno il Vado riuscì a battere 2-0 la Juventus Italia. Poi, giocò a giugno con la Pro Livorno: Inizialmente il 30 aprile era prevista la disputa di Libertas-Pro Livorno, ma con una deliberazione la Presidenza Federale cambiò il calendario decidendo di far scontrare in quel giorno la Pro Livorno con la Novese e la Libertas con la Valenzana (probabilmente proprio per questo cambiamento lo Speranza, invece di affrontare la Novese, si scontrò con la Lucchese). Le partite disputate il 30 aprile furono dunque Pro Livorno-Vado e Libertas-Valenzana; tuttavia a metà maggio la Federazione decise di annullare e far ripetere Libertas-Valenzana. Speranza-Lucchese e Udinese-Novese si tennero il 18 giugno 1922. Il Vado, in quel caldo pomeriggio di giugno, superò per 1-0 i labronici.

Il mondo che corre Stalin diventa segretario generale del Partito comunista dell'Unione Sovietica mentre la Francia è sempre e ancora quella delle ghigliottine. Il 25 febbraio, qualche mese prima, nella prigione di St. Pierre a Versailles viene ghigliottinato Henri Désiré Landru seduttore ed omicida di dieci donne, ingannate con la promessa di matrimonio. Prima della finale di Coppa Italia del 16 luglio, ci sarà la trombosi di Lenin e il record del minuto sui 100 stile libero abbattuto dall'americano Johnny Weissmuller. Dopo, la Marcia su Roma e l'inizio della fine.

Vado al massimo L'Udinese batte 4-3 dopo i tempi supplementari la Lucchese ma ancora non era tempo di VAR. Per un errore tecnico su un calcio di rigore, la sfida venne ripetuta. I friulani vinsero comunque 1-0. Dall'altra parte il Vado contro la Libertas di Firenze, l'altra metà della Fiorentina. Segnerà Roletti al 116', ancora un attimo prima della fine. Perché i supplementari saranno il terreno benedetto di quella squadra, prima di quella Cesarini c'era la Zona Vado. In finale il sinistro di Levratto bucò la rete e l'Udinese, al 118', cadde sconfitta sotto i colpi di quello che è stato uno dei più grandi giocatori d'ogni tempo a non aver vinto uno Scudetto.
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