Un presente pieno di falle e un futuro che lascia poche speranze. Spalletti legato alla Champions, un alibi che convince poco
Basta nominare la parola Como, che la Juve si scioglie e affonda dentro il lago, sia in casa che fuori. Da Como a Como verrebbe da dire, eppure quanta acqua sotto i ponti è passata tra andata e ritorno. Ma sempre li si torna, come nel gioco dell’oca, quando sei costretto a ripartire dal via. Finito l’effetto Spalletti? Guardando i risultati si, oggi impietosi e senza possibilità di appello. Sconfitte in serie, gol presi a raffica e una squadra tornata quella paurosa e spaventata dell’ultimo periodo di Tudor. Eppure qualcosa era cambiato: vero, ma siccome i miracoli non li fa nessuno, ecco che passato il periodo delle vittorie dell’entusiasmo e dell’apparente serenità, tutto è tornato esattamente come prima. Dal portiere che non para, all’attaccante che non segna passando per giocatori che hanno dato tutto e oggi sembrano pulcini bagnati sotto un diluvio incessante. Nessuno si offenderà se dico che l’allenatore è superiore alle possibilità della rosa, sia dal punto di vista del curriculum che dell’esperienza che della personalità. Cosi, ora diventa difficile ipotizzare una rimonta in ottica quarto posto, domenica sera a Roma sapremo la verità, cosi come pare quantomeno complicato affettare il Galatasaray mercoledi sera. E allora tuffiamoci nel cuore del problema: che fare a giugno in caso di mancato quarto posto?
Ma è ovvio amici miei, si cambia ancora allenatore dando le responsabilità a Spalletti di non aver centrato la qualificazione Champions: in fondo, dirà qualcuno, la rosa è forte costruita bene e con giocatori adatti alla Juventus. Ora, non pensiamo che l’attuale allenatore sia la panacea di tutti i mali, ci mancherebbe, ma siamo altrettanto sicuri che fare di meglio con questi attuali giocatori sia al limite del miracoloso. Aggiungiamoci che magari questo allenatore ha “ rotto troppo le scatole chiedendo un attaccante a gennaio” che poi non è arrivato, e dunque se non dovesse arrivare il quarto posto la cosa più facile da fare sarà quella di regalarci un altro giro di ruota.
A beneficio di chi? Beh, ci permettiamo in maniera molto umile di suggerire al Dott. Comolli di non avventurarsi in nomi avventurosi e scommesse. I tifosi non meriterebbero questo, cosi come non meritano la quarta maglia ( non si poteva fare di meglio?) e non meritano di vivere ogni partita come un patibolo. Ricordo una frase ai tempi di Tudor “ Non riesco a dormire dopo ogni sconfitta” bene, qui o il sonno è improvvisamente tornato oppure c’è un sottile filo di masochismo che vogliamo proiettare anche verso il futuro. Già, perché lo so che dovrei ancora scrivere del presente, ma sono sincero quello che mi preoccupa è il futuro, un futuro gestito chissà come, chissà con quali algoritmi e chissà con quali conoscenze e ambizioni. Poca fiducia? Si lo ammetto ne ho davvero poca, la stessa che ho nelle possibilità di ribaltare la sfida di mercoledi. Pronto a ricredermi su tutto, ma al momento ho molta paura che farò, faremo, molta fatica a prendere sonno….






