Alzare il livello
Non ci sono altri discorsi da fare se davvero il prossimo anno la Juventus vorrà uscire dal torpore che l’attanaglia ormai da sei anni. I bianconeri devono alzare il livello della rosa, perché quello che è avvenuto dopo l’ultimo scudetto vinto con Sarri è sotto gli occhi di tutti. Ringiovanimento della rosa e depauperamento delle risorse tecniche nonostante oggi il club abbia il 2° più alto monte ingaggi della Serie A. Insomma, costi per il personale elevatissimi e risultati sempre peggiori. Qualcosa è sicuramente sbagliato.
L’impressione è che dalle parti della Continassa si sia finiti per ascoltare i profeti del nulla, quelli che hanno come ricetta per avvicinarsi alle big d’Europa “tanti giovani che corrono tanto e che seguono a memoria gli schemi di un mister moderno”. Riccardo Calafiori, che dalla Serie A è passato all’Arsenal, spiega bene la differenza con la Premier League parlando con Cattelan: “Si trascorrono tante ore nei centri sportivi, ma sul terreno di gioco solo un’ora, durante la quale non c’è molto spazio per la tattica”.
Un tassello, insomma, lo possiamo già eliminare: la discriminante non sono gli schemi, non è il gioco. È una questione di livello, anche degli allenamenti. Un allenamento di un’ora può essere ed è effettivamente più fruttuoso di uno di tre ore in cui magari fai fare tanti schemini a memoria che poi in partita non possono essere replicati se non per una piccola percentuale. Tutto lascia intendere che dalle nostre parti servirebbe una “semplificazione” degli allenamenti, ma soprattutto che se non hai giocatori di alto livello, anche gli allenamenti e le partite non saranno di livello.
E lo sa bene Spalletti, che si guarda bene dall’accodarsi a questa narrazione distorta che serpeggia anche in una parte della tifoseria della Juve. Sì, perché da quando c’è il tecnico di Certaldo a Torino, nonostante la media punti sia quasi quella di Tudor, in molti chiedono di non cedere più questo o quel giocatore perché con il “gioco” stanno tutti migliorando. Niente di più falso e lo dimostrano gli errori ripetuti sempre dagli stessi interpreti e sempre identici. La Juventus ha una proposta più interessante di quella che abbiamo visto con il secondo Allegri, Motta e Tudor, ma i risultati non sono migliorati granché.
Perché? Semplicemente perché, come sopra, ringiovanendo la rosa “a prescindere”, la si è impoverita di livello tecnico. Non è vero, infatti, che sia normale prendere tanti gol “se giochi come vuol Spalletti”, perché il suo Napoli che vince lo scudetto chiude la stagione con la migliore difesa. La questione è che per giocare bene ti servono i calciatori di livello, se non ce li hai non giochi bene. Se prendi tre gol a partita non puoi dire di aver giocato bene. E sta qui il nodo del rinnovo di Lucianone, che è sì felicissimo dei rinnovi, ma sa benissimo che servono almeno 4 innesti tra i titolari e devono essere giocatori già pronti, con un livello da Juve, sia tecnico sia mentale.
Sebbene alcuni nomi fanno storcere il naso a tanti, Spalletti per esempio non direbbe no a un Rudiger, a un Lewandowski, ma farebbe salti di gioia anche per i vari Lobotka e Bernardo Silva. Se lo metta bene in testa chi storceva il naso perché l’allenatore della Juventus definiva “giovane” Vlahovic a 24 anni. Non è e non sarà mai una questione di età biologica, altrimenti qualche espertone ci dovrebbe spiegare perché Modric abbia una velocità di gioco e pensiero superiore alla media. L’algoritmo, dunque, deve essere aggiornato rispetto alle scelte degli ultimi tempi: il parametro del “massimo 25 anni” deve sparire, la discriminante deve essere un’altra, altrimenti si andrà avanti ad “anni 0”.






