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Stefano Pellini: "Che emozione la convocazione in Champions! Ero interista, ma la Juve ti conquista"

autore
Alessandro Vignati
per Tuttojuve.com
venerdì 25 dicembre 2015, 21:30Settore giovanile
autore Alessandro Vignati
25.12.2015 21:30Settore giovanile
Parla il giovane bianconero.
Federico Gaetano
Federico Gaetano

Intervistato da Il Giorno il centrocampista della Juventus Primavera Stefano Pellini ha parlato della sua esperienza in bianconero. Ecco l'intervista completa.

Pellini, quale trafila l’ha portata alla Juventus?

«Da bambino ho cominciato all’Accademia Legnano: ricordo con affetto mister Tonino Longo, cui sono ancora molto legato e sempre in contatto. Dopo la scuola calcio all’Accademia sono stato un anno alla Pro Patria e quindi al Legnano, dove sono stato allenato da tecnici come Casabianca e Malgeri negli Esordienti. Poi purtroppo è avvenuto il fallimento dei lilla e così sono andato al Varese, che mi cercava da un po’, e con la maglia biancorossa ho potuto imparare molto da mister Tresoldi. Alla Juve questo è il mio quinto anno. Ho una grande occasione: il mio allenatore è Fabio Grosso, un campione del mondo».

Quali sono le sue caratteristiche tecniche?

«Sono un centrocampista più da costruzione della manovra che da interdizione. Il mio idolo e campione cui cerco di ispirarmi è Andrea Pirlo».



Che cosa ha provato con la convocazione in Champions?

«È stata un’esperienza meravigliosa respirare quell’atmosfera: ringrazio mister Allegri. Ho cercato in quella serata di immagazzinare più insegnamenti possibili, imparando cose nuove da mettere a frutto nella mia formazione di sportivo. Quella sera mi ha dato tante motivazioni».

Lo stile della Vecchia Signora l’ha catturata?

«Al club bianconero si ha una visione a 360 gradi del calciatore, prima di tutto per noi giovani come uomini, senza trascurare lo studio. Sto frequentando lo Juventus College a Torino e devo sostenere la maturità scientifica. Da bambino sono stato di fede interista, ora ho imparato in questa mi avventura sportiva da calciatore in un club professionistico a mettere da parte il tifo e le passioni perché mi sento parte di questa grande famiglia juventina con rispetto per tutte le squadre».

Che cosa rappresenta Legnano per lei?

«È la mia città, la città degli affetti, della famiglia, degli amici. Quando ho occasione di tornare, mi piace ritrovarmi con gli amici al maniero di San Domenico in via Bixio. Ritrovo aria di casa. Per gli impegni sportivi non riesco ad essere al Mari il giorno del Palio, ma tifo biancoverde. Il maggio legnanese è uno dei periodi più belli».
 

per Tuttojuve.com

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