ESCLUSIVA TJ - Giuseppe Galderisi: "Ci vuole più equilibrio con Allegri, Juve squadra nata per vincere. Il mio Pallone d'Oro alla linea difensiva, mentre a Zaza dico..."
Mirko Di Natale
La Redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex bianconero, Giuseppe Galderisi, per parlare del periodo bianconero e non solo:
Buongiorno Giuseppe, cosa ti ha sorpreso di più in questo 2015 della Juventus?
"E' stata una stagione fantastica, a parte qualche mese in cui la squadra ha barcollato un po'. Peccato per quei due mesi iniziali che hanno creato un po' più fatica ad un club con una mentalità vincente che, assolutamente, deve esser li nelle prime posizioni".
Ti aspettavi un Max Allegri così protagonista di questa squadra?
"Tutti in generale lo hanno esaltato fino alla finale di Champions, poi attorno a lui si è sviluppata negatività nei primi mesi della nuova stagione in cui la squadra non otteneva i risultati sperati. Io direi che ci vuole un po' più di equilibrio, perchè bisogna aver pazienza per lavorar bene. E non bisogna pensare che tutte le cose vengan facili, bisogna guadagnarsele".
Hai trovato un po' di incoerenza? Il pensiero va alle critiche ricevute a Reggio Emilia dalla stessa Juve che ora è a tre punti dall'Inter...
"Sì, esatto. Quasi tutti l'hanno criticata, ma nelle difficoltà credo che la Juventus rimanga la squadra più vincente di tutte. Non bisogna farne un dramma per queste situazioni, perchè la Juve è una squadra nata per vincere che continuerà a farlo".
Se dovessimo assegnare un Pallone d'Oro ai reparti, premieresti la difesa, il centrocampo o l'attacco?
"La forza della Juventus son sempre stati gli uomini vincenti del suo gruppo. Gigi Buffon ha manifestato una reazione fortissima di una squadra che non voleva passare sotto traccia quest'anno, e i presupposti sono stati creati grazie anche allo spirito di un gruppo italiano che vive fortemente l'emozione della maglia che indossa. Ma rispondo alla tua domanda dicendo la linea difensiva".
Ricordi, maggiormente, una partita in particolare di questa stagione?
"Credo che la Juventus ne ha fatte parecchie. Perchè a volte non ci accorgiamo, ma non è così semplice vincere in continuazione. Nessuno in Italia, nell'ultimo periodo, pensasse che la Juventus facesse sette vittorie consecutive e questo fa capire quanto sia presente nonostante le difficoltà".
I ventun punti ottenuti consecutivamente la collocano come favorita numero uno?
"Con tutta onestà, non ero dell'idea che fosse la favorita numero. Mi rendo conto, però, che nulla è impossibile per la Juventus perchè questa squadra ha una cultura e una mentalità troppo vincente per spaventarsi delle difficoltà. E' la protagonista e lo sarà fino alla fine perchè ha tutte le qualità per poterlo essere".
Cosa pensi della sfida con il Bayern?
"Peggio di così non poteva capitare, e vale per entrambe le squadre poichè il Bayern non voleva incontrare la Juventus. E l'unica squadra italiana che può fare il miracolo, perchè il Bayern è la squadra più forte, è proprio quella bianconera per la mentalità, la cattiveria, l'organizzazione e la buona salute che mi auguro durante le due sfide".
Se tu fossi in Zaza, lasceresti la Juve in questa sessione di calciomercato?
"Zaza ha bisogno di giocare per avere continuità e dimostrare il suo valore. Alla Juve questo non gli è concesso e lasciarla potrebbe esser un pensiero valido, ma per lasciare una grande squadra bisogna rifletterci molto bene. Perchè entrare dal portone è una cosa, entrare da una finestra un'altra".
Un tuo pensiero sul tuo trascorso in bianconero e il compagno più forte con cui hai giocato...
"Io son cresciuto nella Juventus, ho iniziato a giocare a Torino all'età di tredici anni. La Juventus è una seconda madre e son stato orgoglioso e felice di aver fatto parte di un gruppo che mi ha insegnato non solo a giocare a calcio ma anche come stare al mondo. Ricorderò per sempre i personaggi che mi han cresciuto, uno su tutti - senza togliere nulla a nessuno - Dino Zoff perchè rappresenta quella formidabile Vecchia Signora fatta di uomini veri eccezionali".
Si ringrazia Giuseppe Galderisi per la cordialità e la massima disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


