Zappi squalificato, i legali: "Negato il diritto alla difesa". Il presidente AIA farà ricorso
I legali di Antonio Zappi, presidente dell'AIA squalificato con 13 mesi di inibizione dal Tribunale Federale Nazionale, criticano duramente la conduzione dell'udienza tenuta oggi dal collegio, presieduto da Carlo Sica, preannunciando un ricorso in appello praticamente scontato: "Portiamo all’attenzione della stampa quanto avvenuto nell’udienza odierna innanzi al Tribunale Federale Nazionale FIGC, nel procedimento a carico del ns. assistito Presidente AIA dr. Antonio Zappi, che ha visto il diniego delle istanze istruttorie preliminari da noi avanzate - si legge nella nota stampa diramata dagli avvocati Sergio Santoro, Daniele Sterrantino e Matteo Sperduti -. Abbiamo richiesto il controesame dei testi della Procura federale, Ciampi e Pizzi, le cui dichiarazioni costituiscono l’asse portante dell’impianto accusatorio, nonché l’acquisizione e l’esame dei relativi contratti sportivi, peraltro già oggetto di altro procedimento di accesso, con udienza fissata per il 27 gennaio p.v.
In prima battuta il Tribunale ha scelto di procedere rinviando la valutazione sull’audizione dei testimoni a “dopo la discussione nel merito”, invertendo l’ordine delle questioni, e ha disposto l’acquisizione nel fascicolo dei contratti richiesti, concedendo ai difensori un termine “giugulatorio” di soli 45 minuti per il relativo esame.
Una decisione che, nei fatti, ha svuotato di contenuto la fase istruttoria. A nulla valeva, altresì, la successiva richiesta di concessione di termine a difesa e di rinvio dell’udienza, anche breve, che era parimenti respinta senza alcuna motivazione.
Preso atto della definitiva e inaccettabile compressione del diritto di difesa, i difensori decidevano che non vi erano allo stato le condizioni per potersi procedere alla discussione nel merito, presupponendo questa il diritto al contraddittorio nella formazione della prova. Per queste ragioni, i difensori, constatata l’impossibilità di svolgere una difesa effettiva, avevano abbandonato l’aula, attendendo così i successivi pronunciamenti del TFN. Come ci si aspettava sopraggiungeva il dispositivo sfavorevole, di condanna del ns. assistito a 13 mesi di inibizione. Senza che, si ribadisce, i difensori abbiano potuto controesaminare le prove dell’accusa. Attendiamo ora di leggere la motivazione per integrare i motivi di appello".
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