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AIA verso il commissariamento, ma Zappi non decade subito: cosa succede ora

AIA verso il commissariamento, ma Zappi non decade subito: cosa succede oraTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Ivan Cardia
Oggi alle 19:07Serie A
Ivan Cardia

Il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi, è stato squalificato per 13 mesi dal Tribunale Federale Nazionale. Pienamente accolta la tesi della Procura FIGC, guidata da Giuseppe Chiné, che aveva deferito il numero uno degli arbitri per le presunte - e a questo punto accertate, almeno in primo grado - pressioni sugli ex designatori di Serie C e D, Maurizio Ciampi e Alessandro Piazzi, al fine di rimpiazzarli, come poi accaduto, con Daniele Orsato e Stefano Braschi. Accuse che Zappi ha sempre respinto - “Questo processo mina l’autonomia dell’AIA”, ha detto nel corso dell’udienza di oggi -, ma che hanno evidentemente convinto il TFN.

Zappi non decade subito. In base alle norme federali, l’inibizione di 13 mesi prevederebbe la decadenza di Zappi, che in passato ha già accumulato 10 mesi di inibizione: lo Statuto FIGC prevede infatti la decadenza in caso di squalifiche complessive superiori ai 12 mesi, in questo caso abbondantemente superati. Perché vi sia decadenza, però, bisogna attendere che la decisione sia definitiva a livello di giustizia sportiva federale, e quindi il ricorso in Corte Federale d’Appello, che Zappi presenterà con tutta probabilità. Il punto, comunque, è politico, e prescinde dalla decadenza.

Cosa succede adesso? Il primo step sarà la lettura delle motivazioni, che dovranno essere depositate entro 10 giorni. È probabile, visto che il TFN, presieduto da Carlo Sica, ha completamente sposato le tesi dell’accusa - e del resto la difesa di Zappi si è concentrata esclusivamente su questioni di rito, senza entrare nel merito -, che siano molto pesanti. Una volta depositate, comunque, Zappi potrà proporre ricorso. Nel frattempo, sarà comunque inibito, e non potrà rappresentare l’AIA, compito che passerà al vicepresidente vicario Francesco Massini. E qui sta il punto.

Verso il commissariamento. Uno scenario molto probabile, formalmente rimesso non al presidente Gabriele Gravina ma al consiglio federale. La prossima riunione dell’organo è in programma il 27 gennaio, ma è molto probabile - per non dire certo - che sarà anticipata una volta disponibili le motivazioni. In quella sede, il commissariamento dell’AIA è quasi scontato: anche a prescindere dalla decadenza, è il ragionamento che si fa al vertice della federazione, è possibile lasciare l’associazione arbitri nelle mani del vicepresidente per oltre un anno, con il presidente inibito fino a febbraio 2027?

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