Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / juventus / Serie A
Pellegrino attira i grandi club, l'ex dirigente del Velez: "Ricorda Martin Palermo"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 11:23Serie A
di Daniele Najjar

Pellegrino attira i grandi club, l'ex dirigente del Velez: "Ricorda Martin Palermo"

Con il gol quasi allo scadere siglato contro il Verona, Mateo Pellegrino ha siglato il suo decimo gol stagionale, fra campionato e Coppa Italia. In questa stagione l'attaccante del Parma ha fatto vedere di cosa è capace dopo il primo assaggio di Serie A dei sei mesi che hanno concluso la passata stagione. Tanto che già a gennaio è stato accostato già a diversi grandi club, come il Milan e la Juventus, ma il Parma ha fatto muro (In estate sarà ancora così? Leggi qui). Guillermo Morigi, ex Coordinatore delle Giovanili del Velez (dal 2015 al 2023, oggi è al Toluca in Messico), ha parlato di lui a TuttoMercatoWeb.com e di come è arrivato a fare il salto in Europa. Cosa ricorda del primo impatto che le fece Pellegrino quando lo ha visto in azione al Velez? "Ricordo che nei primi allenamenti in cui lo vidi (non ero l'allenatore della sua fascia d'età quando arrivò) non mi sorprese più di tanto per le sue qualità tecniche e calcistiche, ad esclusione del gioco aereo, ma al contempo mi impressionò sotto l'aspetto fisico e mentale. Dopo poco tempo e avvicinandomi a lui, i suoi progressi tecnici e tattici si potevano osservare chiaramente, uniti alla sua intelligenza e alla sua capacità di fare gol". Insomma avevate capito di aver di fronte un possibile bomber? "Il suo fisico e il suo gioco aereo ci fecero capire che avevamo un potenziale goleador fra le mani. Aveva molto margine di crescita, senza dubbio ci dava speranza per il futuro. È sempre stato un goleador, fin dal primo giorno ha dimostrato che quella è la sua posizione in campo e non solo per le sue caratteristiche, ma anche per le sue prestazioni e il suo carattere in area di rigore". La sorprende vedere come si stia affermando in Serie A? "Non mi sorprende perché per caratteristiche credo si adatti perfettamente al calcio italiano, dove può mettere in mostra le sue migliori qualità grazie a uno stile di gioco più diretto che c'è in Italia. Il centravanti è utilizzato principalmente come finalizzatore naturale, mentre centrocampisti e ali cercano i loro attaccanti di riferimento senza pensarci troppo, per andare al gol. In questo contesto, al di là delle sue doti individuali, ha una mentalità molto chiara per esprimere al meglio le sue qualità in area di rigore e per essere un giocatore chiave, come sta dimostrando". Di testa è davvero letale. Anche da piccolo era così difficile da marcare per i difensori sul gioco aereo? "Sì, è tremendo, lo sa e cerca di sfruttare al meglio la sua migliore qualità, il che di per sé è molto proficuo nella sua posizione... Ricordo che una delle cose che gli chiedevamo di fare per sfruttare al meglio questa cosa era di imparare a liberarsi dal marcatore e a non lottare dentro l'area con il suo marcatore, essere in continuo movimento, usare bene le braccia in modo che il suo marcatore non lo afferrasse e che non entrasse in un duello fisico (a meno che il suo marcatore fosse molto più piccolo di lui) in modo da poter andare a contesa e concludere con più facilità". Da ex responsabile del settore giovanile, la rende orgoglioso vedere giocatori come lui e Castro, del Bologna, affermarsi in Italia dopo essere usciti dal Velez? "Ovviamente, è motivo di orgoglio per tutti i tifosi del Vélez vedere giocatori, indipendentemente dal ruolo, giocare nel calcio europeo ed essere all'altezza della situazione. E nel caso di Mateo e Santi, è ancora più bello perché sono dei veri e propri goleador". Vede Pellegrino giocare in un grande club il prossimo anno? O magari raggiungere la Nazionale, che sia spagnola o argentina? "Spero di sì, non ho dubbi che se continuerà su questa traiettoria ascendente e manterrà un'eccellente media gol, senza dubbio gli si presenteranno opportunità con squadre anche più grandi o la convocazione in una nazionale. Dico "una" perché come diceva lei è nato a Valencia, in Spagna e ha il doppio passaporto". Chi le ricorda come giocatore? "Per caratteristiche fisiche, per il suo piede mancino, per il suo gioco aereo e per il suo fiuto del gol, il giocatore a cui assomiglia di più, o almeno quello che io considero più simile, è Martín Palermo".