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Juventus, Di Gregorio è un caso: Spalletti riflette in vista del GalatasarayTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 06:45Serie A
di Camillo Demichelis

Juventus, Di Gregorio è un caso: Spalletti riflette in vista del Galatasaray

La Juventus, ieri, ha già ripreso la preparazione in vista della sfida contro il Galatasaray. I bianconeri hanno dovuto fare i conti anche con quanto accaduto contro il Como e Spalletti ha cominciato a lavorare soprattutto sulle testa del gruppo. Ma il tecnico di Certaldo deve valutare anche alcuni strascichi fisici lasciati dal match contro il Como. In particolare Kenan Yildiz ha riportato un fastidio al polpaccio sinistro e verrà valutato di giorno in giorno. Anche Gleison Bremer, ieri, ha lavorato a parte. Ma oggi, la Juventus godrà di un giorno di riposo e probabilmente si capirà qualcosa in più delle condizioni del brasiliano e di Yildiz solo domani alla ripresa degli allenamenti. Di Gregorio non dà garanzie.  La Juventus, in queste settimane, deve fare i conti con delle prestazioni preoccupanti da parte di Michele Di Gregorio. Gli errori contro il Como vanno ad aggiungersi agli sbagli fatti contro Lazio e Inter, alimentando dubbi e tensioni attorno al numero 16 bianconero. Il portiere ex Monza non garantisce più sicurezza e adesso Spalletti dovrà decidere se confermarlo oppure no contro il Galatasaray. Le incertezze mostrate nelle ultime uscite hanno pesato in maniera evidente sull’equilibrio della squadra. La gara contro il Como è stata sicuramente l'apice ma situazioni simili si erano già viste nelle scorse settimane con interventi non impeccabili che hanno finito per compromettere i risultati della Juventus. In un momento così delicato della stagione, la Juventus ha bisogno di certezze, soprattutto nel ruolo più delicato del campo. La difesa, che è stata alle prese con assenze e rotazioni forzate, non può permettersi ulteriori esitazioni tra i pali. Ogni errore pesa il doppio, sia a livello tecnico che mentale, e rischia di minare ulteriormente la fiducia del gruppo. Spalletti è ora chiamato a una scelta tutt’altro che semplice. Schierare ancora Di Gregorio rischia di essere pericoloso, anche perché l’ambiente juventino mercoledì non sarà sereno e il pubblico già contro il Como è sembrato esasperato dagli errori commessi dal numero 16 juventino. Una nuova sbavatura potrebbe compromettere definitivamente la serenità del portiere e della squadra. Il gruppo deve assumersi le sue responsabilità. La Juventus, contro il Como, sembra essere tornata indietro di mesi e adesso la squadra sembra essere di nuovo svuotata e priva di motivazione. Una prestazione opaca, senza ritmo né personalità, che ha riaperto ferite che parevano cicatrizzate. I bianconeri hanno dato la sensazione di aver smarrito certezze e fiducia, proprio nel momento in cui serviva uno scatto d’orgoglio. Spalletti ha sottolineato come il gruppo senta il peso dei risultati da dover fare a tutti i costi, ma chi gioca nella Juventus deve essere conscio delle pressioni. Indossare questa maglia significa convivere con aspettative altissime, con l’obbligo di reagire alle difficoltà e non subirle. E invece contro il Como si è vista una squadra fragile, quasi timorosa, incapace di gestire i momenti chiave della partita. Ora però, i bianconeri sembrano essere arrivati ad un punto di non ritorno e le occasioni da poter fallire sono finite. La classifica e il calendario non consentono ulteriori passi falsi. Ogni errore rischia di compromettere obiettivi fondamentali, sia in campionato che in Europa. Serve una svolta immediata, soprattutto sul piano mentale. Questo gruppo ancora una volta ha dimostrato di non essere all’altezza e le recenti prestazioni hanno rovinato anche il lavoro di Spalletti. Il tecnico ha provato a dare identità e organizzazione, ma senza continuità e carattere diventa difficile costruire qualcosa di solido. La sensazione è che la squadra si sciolga nei momenti di maggiore pressione. Ma la società dovrebbe dare un segnale forte a questi giocatori rinnovando il prima possibile il contratto del tecnico così da mettere una volta e per tutte lo spogliatoio davanti alle sue responsabilità. Blindare l’allenatore significherebbe chiarire la direzione e togliere alibi. Poi toccherà ai calciatori dimostrare, sul campo, di meritare davvero questa maglia.