Kenan Yildiz rinnova con la Juventus: è il primo vero successo della Next Gen
Kenan Yildiz non si può considerare a tutto tondo un prodotto del settore giovanile della Juventus. Nato a Ratisbona, ha mosso i primi passi nelle squadre della sua città (SV Sallern e Jahn Ratisbona), poi per dieci anni ha fatto parte del vivaio del Bayern Monaco. A Torino, però, ci è arrivato diciassettenne. E, prima di prendersi la Juve “dei grandi”, dalla seconda squadra ci è passato eccome. Anzi, forse proprio quel possibile step intermedio, evitando la Primavera prima del grande salto, lo ha convinto di questa possibilità.
Per questo, Yildiz si può invece considerare a tutti gli effetti il risultato del grande esperimento del calcio italiano negli ultimi anni. Quello che per anni - poi sono arrivate Atalanta, Milan e Inter - ha visto la Juventus unica e sola: la seconda squadra. Yildiz ci ha giocato, in Serie C, e ha avuto il modo di esordire tra i professionisti, di prendere confidenza con un nuovo mondo. Non è durato tanto: come tutti i predestinati, ha bruciato le tappe. Però arriva da lì.
Yildiz, da questo punto di vista, è il primo vero successo della Juventus Next Gen come da successiva denominazione ufficiale. Negli anni, la seconda squadra bianconera ha in effetti prodotto ormai tantissimi giocatori. La lista è lunga: Fagioli, Iling Jr, Barrenechea, Huijsen, Muharemovic, chi più ne più ne metta. Molti giocano ad altissimo livello - il caso clamoroso è ovviamente quello di Huijsen, al Real Madrid -, ma finora la Next Gen ha portato alla Juve soprattutto ricavi. In rosa c’è anche Fabio Miretti, ma fino a Yildiz nessun giocatore (complici le scelte) era riuscito a imporsi come un titolare assoluto. Figurarsi strappare il contratto più ricco della rosa, diventare un simbolo. È una vittoria, anche sportiva.
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