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Conte-Napoli, è già finita? La Supercoppa vinta non può bastare, ora deve essere salvata la stagione. Bologna e Fiorentina: due crisi diverse ma senza fine. E i viola rischiano il disastroTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Lorenzo Di Benedetto

Conte-Napoli, è già finita? La Supercoppa vinta non può bastare, ora deve essere salvata la stagione. Bologna e Fiorentina: due crisi diverse ma senza fine. E i viola rischiano il disastro

La stagione del Napoli è praticamente finita, e non siamo neanche a marzo. Prima l'eliminazione dalla Champions, con la League Phase chiusa al trentesimo posto in classifica, poi i troppi punti persi in campionato, che rendono la corsa Scudetto un vero e proprio miraggio, e infine il ko ai quarti di finale di Coppa Italia contro il Como. In mezzo la vittoria della Supercoppa Italiana, che però non può bastare e non giustifica le parole di Antonio Conte di martedì sera. Il tecnico ha sottolineato le due vittorie in un anno e mezzo, il tricolore della passata stagione e il trionfo in Arabia di poco più di un mese fa, citando, senza nominarlo, Jose Mourinho e i famosi "zero titoli" delle avversarie. Ma De Laurentiis non può essere soddisfatto di come stanno andando le cose nell'ultimo periodo e il suo silenzio, apparentemente poco rilevante, rischia di essere invece molto pesante. Lo scopriremo tra poche settimane. Il Napoli, dopo la vittoria del secondo Scudetto negli ultimi tre anni, per certi versi inaspettato, ha accontentato Conte su tutto pur di trattenerlo, ma questa stagione non è certo quella sperata. Gli infortuni incidono tanto, inutile negarlo, ma non bastano a spiegare quello che stiamo vedendo. E allora la domanda che ci facciamo è semplice: c'è un futuro per Antonio Conte al Napoli? La sensazione, ad oggi, è che la risposta sia no. E forse, ma dirlo ora è troppo facile, il divorzio sarebbe stato meglio farlo la scorsa estate. Perché fin dalle prime battute di questa stagione i problemi sono stati tanti: dal modulo per far coesistere McTominay, De Bruyne, Anguissa, Lobotka e Politano, ai metodi di allenamento che non rendevano i giocatori sereni, fino alla famosa settimana di "vacanza" dello stesso Conte post sconfitta a Bologna dello scorso novembre, che però, è giusto dirlo, aveva rigenerato sia l'allenatore che la squadra. I 200 milioni spesi sul mercato, che non hanno dato frutti, o quasi, hanno fatto il resto e anche se è ancora troppo presto per fare un bilancio definitivo l'unica certezza è che al Napoli è rimasto solo un obiettivo in questo campionato: qualificarsi per la prossima Champions League. Fallire sarebbe un problema enorme, questo è chiaro a tutti. C'è però chi sta peggio degli azzurri, molto peggio. Bologna e Fiorentina, seppur in modo molto diverso, stanno infatti attraversando una crisi che sembra essere infinita. I rossoblù si sono spenti, dopo aver iniziato bene la stagione, e l'eliminazione dalla Coppa Italia, per mano della Lazio, rappresenta solo l'ultima caduta. I viola invece stanno continuando a vivere l'incubo della retrocessione, che sarebbe clamorosa, ma le sensazioni non sono per niente positive e raggiungere la salvezza sarà più difficile di quanto si possa pensare. Due crisi diverse, guardando la classifica, ma che hanno punti in comune, a cominciare dalle ultime sessioni di calciomercato. Le operazioni chiuse dal Bologna, sia in estate che a gennaio, non hanno convinto, anzi, e gli ultimi due scambi (Holm-Joao Mario con la Juventus e Fabbian-Sohm proprio con la Fiorentina) sono stati incomprensibili. Oltre a questo resta da capire il perché del sorriso smarrito dai giocatori rossoblù, che avranno comunque il tempo per rialzarsi, concentrandosi soprattutto sull'Europa League. Tempo che invece è esaurito per Paolo Vanoli e la Fiorentina. Il pareggio subito al 94' sabato scorso contro il Torino rischia di avere un peso devastante nella testa e nell'umore dei giocatori, che sono sempre più impauriti. La scorsa estate la dirigenza ha speso 92 milioni sul mercato che sono stati un buco nell'acqua, ma è inutile, oggi, voltarsi indietro. Il neo direttore sportivo Fabio Paratici avrà un compito fondamentale all'interno del Viola Park e dovrà mettere tutta la sua esperienza a disposizione di un gruppo che deve ritrovarsi. La posizione di Vanoli non può che essere messa in dubbio, serve molto di più da parte del "Re Leone" in panchina, come lo ha definito lo stesso ds ex Juve e Tottenham. Tre stagioni che non sono andate come ci si poteva aspettare quelle di Napoli, Bologna e Fiorentina ma molti verdetti, com'è logico che sia, devono ancora essere emessi. La Champions per i partenopei, il sogno Europa League per i felsinei e la salvezza per i viola, che se non riusciranno a centrarla scriverebbero la pagina più disastrosa della loro storia, nell'anno del centenario.