Doga, Livorno: “Mercato chiuso, Tosto è il colpo più importante”
Livorno – Sette ingressi per sette uscite: potrebbe sintetizzarsi così, utilizzando un’espressione mutuata dal titolo di un famoso film di Stanley Donen, la sessione invernale del calciomercato amaranto che, proprio in queste ore, ha visto l’ingaggio del difensore centrale russo-maltese Nikita Shchepetkin e della punta centrale finlandese Tim Värynen, a cui fa da contraltare l’iscrizione di Salvatore Monaco fuori dalla lista dei ventitré, in compagnia di Riccardo Capparella e di Nana Addo Welbeck Maseko.
“La scelta di Shchepetkin e di Värynen – ha esordito Doga - è una scelta che va inserita nell’ambito di altre scelte: non sono arrivati soltanto un giocatore russo-maltese e un giocatore finlandese, ma sono arrivati altri cinque giocatori che, insieme a loro due, con prospettive e potenzialità diverse, vanno a colmare quello che, secondo noi, era un progetto dove bisognava intervenire; dal punto di vista contrattuale, entrambi saranno legati al Livorno fino a giugno, seppur con clausole diverse che potranno consentire un eventuale nuovo tesseramento più duraturo nel tempo”.
“In tutta sincerità, credo di affermare di essere riuscito, insieme al Mister (Roberto Venturato, ndr) e alla società, a sistemare quelle posizioni e, soprattutto, quei reparti che, oggettivamente, avevano un po’ di difficoltà anche a livello numerico: per quanto riguarda Värynen, posso dire che Tim è sicuramente un ragazzo che ha alle spalle un percorso professionale e calcistico di livello importante, un ragazzo molto intelligente che noi abbiamo valutato molto prima dell’apertura del mercato; credo che il suo entusiasmo nel venire in Italia e, soprattutto a Livorno, sia un vantaggio rispetto ad altri calciatori italiani che riconoscono in Livorno una piazza importante, ma si preoccupano molto di più di quanto poter giocare rispetto magari all’eventualità di venire in una piazza così importante e far bene; non era semplice portare un attaccante in una squadra che, all’interno del proprio reparto offensivo, aveva già elementi del calibro di Samuel Di Carmine e Federico Dionisi, però abbiamo due turni infrasettimanali, abbiamo partite importanti e avevamo bisogno di rinforzare il reparto” ha tenuto a precisare Doga.
Volendo ripercorrere dall’inizio la sessione invernale del calciomercato, Doga mostra di avere le idee molto chiare: “Personalmente, la mia preoccupazione più grande era quella di sistemare a livello numerico e a livello di caratteristiche la zona difensiva e la zona centrale: siamo riusciti a prendere un centrale sinistro come Lorenzo Tosto, che è un ragazzo molto quotato e ha le potenzialità per fare il giocatore ad alti livelli; avevamo bisogno, poi, di un centrale (Michele Camporese, ndr) che ci desse un po’ di esperienza perché la posizione di Monaco è al di fuori del progetto tecnico; in mezzo al campo, abbiamo inserito un giocatore di inserimento come Gregorio Luperini che, al di là del fatto che si è inserito nel gruppo in maniera eccezionale ed è un ragazzo molto positivo, ha caratteristiche importanti; davanti, invece, abbiamo dovuto sostituire ragazzi che hanno delle buone qualità e che, per un motivo o per un altro, hanno trovato poco spazio (Alessandro Malva e Matteo Panattoni, ndr) o, nell’ambito del poco spazio che hanno trovato, non hanno brillato per atteggiamento e per propositività (Antonio Cioffi, ndr). In virtù di questi movimenti, abbiamo sicuramente innalzato il tasso di esperienza della squadra e abbiamo dato un’opportunità a chi, fino a questo punto della stagione, aveva trovato pochissimo spazio dando al Mister l’opportunità di ampliare le scelte a propria disposizione, anche e soprattutto a partita in corso”.
Tra i ruoli del campo che non sono stati interessati dalle scelte del calciomercato, vi sono sicuramente quelli del portiere e del terzino destro: “Sul fronte del portiere, mi sembra di poter dire che il Livorno ha la fortuna di avere tre portieri giovani, tutti molto validi (Jacopo Seghetti, Nicolae Danko Ciobanu e Filippo Tani, ndr), e la speranza è quella di avere, già a partire dal prossimo campionato, un calciatore di proprietà che possa arrivare a un livello talmente alto da poter fare il titolare in porta; dal mio punto di vista, posso dire che Ciobanu è stato bravo a farsi trovare pronto quando è sceso in campo in sostituzione di Seghetti, che Tani ha sempre avuto un atteggiamento positivo nonostante non sia mai stato impiegato e che Seghetti ha avuto la forza di riprendersi, malgrado abbia sicuramente trascorso un periodo di difficoltà”.
“Quanto al ruolo del terzino destro – ha tenuto a precisare Doga – noto un accanimento ingiustificato nei confronti di Jesus Christ Mawete, un classe 2005 che giocava in Serie D fino all’anno scorso e che, ad Ascoli, ha commesso alcuni errori esattamente come alcuni suoi compagni di squadra più esperti: in quel ruolo, tra le altre cose, abbiamo anche Samuele Ghezzi e Davide Gentile che, per formazione, è il nostro giovane più quotato a livello di potenzialità, oltre a Luca Bonassi che ha una clamorosa capacità interpretativa di tutti i ruoli perché il suo principio è lottare, correre, giocare ed è il principio per il quale lo abbiamo reinserito in lista perché sta dimostrando di essere un ragazzo eccezionale sotto questo punto di vista”.
“Il mercato è chiuso e non credo che ci saranno altri interventi; dal mio punto di vista, io sono contento che sia arrivato Tosto, in funzione di quelle che sono le sue caratteristiche, perché io ho giocato da esterno e so che giocare con un mancino di fianco fa tutta la differenza del mondo rispetto a giocare con un destro, proprio per questo fattore qui: perché un giocatore di piede sinistro copre sempre la palla, ti dà la possibilità di giocare la palla dove vuoi e sono felice che, per quelle che sono state la disponibilità del calciatore, dell’Empoli e del suo babbo procuratore (Vittorio, ndr), siamo riusciti a portarlo a Livorno” ha concluso l’ex calciatore di Chievo Verona e Lecce.






