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De Winter: toccare il fondo per iniziare a brillare. Perchè Koni merita fiduciaTUTTO mercato WEB
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domenica 4 gennaio 2026, 14:00Primo Piano
di Andrea La Manna
per Milannews.it

De Winter: toccare il fondo per iniziare a brillare. Perchè Koni merita fiducia

Quest'estate la cessione di Malick Thiaw al Newcastle ha fatto discutere non poco: il mister Massimiliano Allegri lo riteneva una pedina fondamentale per la sua difesa nonostante la scorsa stagione non sia stata proprio una delle migliori. Eppure la fisicità, la qualità nei duelli aerei, una discreta tecnica e soprattutto le passate stagioni in cui Malick si era dimostrato un difensore molto valido, avevano convinto il tecnico livornese a puntare su di lui. Arrivata l'offerta dalla Premier di 40 milioni da parte dei Magpies però, ne il ragazzo ne la società hanno esitato nell'accettarla e quindi Allegri si è trovato subito con una pedina, ritenuta primaria, in meno. È qui che pochi giorni dopo il Milan acquista Koni De Winter dal Genoa: operazione complessiva da 25 milioni per un difensore che era in costante crescita e che era ricercato da diverse squadre in Serie A. Un'occasione sprecata per sventolare l'ennesimo "Milan beffato" visto che il belga alla fine è diventato rossonero ma si sa, questi giochini non valgono per tutti. Ironia a parte, il classe 2002 è sembrato da subito un acquisto convincente: carisma, esperienza, nonostante la giovane età (23 anni), e ottime capacità difensive. 

UN INIZIO COMPLICATO - Nonostante le buone premesse sul ragazzo, come pronosticabile Koni non è diventato sin da subito un titolare della difesa, non che ci sia niente di sbagliato in questo. Va ricordato infatti che il classe 2002 ha giocato solo tre stagioni in Serie A, in due squadre (Empoli e Genoa) che con tutto il dovuto rispetto non hanno il blasone del Milan, non hanno uno stadio che ti fischia dopo 2 partite giocate male dove ti tremano le gambe a giocare certi match. Un percorso quindi fisionomico e naturale che non deve far scaturire dubbi sul ragazzo. A onor del vero poi va anche detto però che nelle partite in cui è stato chiamato in causa fino ad ora non ha mai dimostrato grande affidabilità e sicurezza dietro, risultando spesso timido e poco sicuro. Però cosa facciamo, affondiamo un ragazzo che ha fatto un salto tanto importante quanto difficile in una big del campionato dopo solo 5 mesi? Non è certo questa la filosofia giusta e utile a far crescere un ragazzo che ha dimostrato di avere grandi qualità e che ha un bisogno sacrosanto di tempo per ambientarsi e per poter reggere tutte le pressioni che gli sono piovute addosso in un attimo. Chiaramente questo non è in riferimento alla squadra e a Mister Allegri che ha sempre speso parole di conforto e di grande apprezzamento nei confronti del suo numero 5. 

LA SVOLTA ? - In Supercoppa Italiana De Winter ha giocato titolare la semfifinale contro il Napoli vista l'assenza di Gabbia causata dall'infortunio procuratosi al ginocchio contro il Sassuolo. Per distacco la peggiore della sua carriera in rossonero. Poteva essere una forte botta psicologica per il ragazzo che lo avrebbe potuto portare in un momento, più o meno lungo, di crisi e con il timore di giocare. Eppure così non è stato anzi... a Cagliari, ultima partita giocata dai rossoneri, Koni è stato rischierato titolare dal suo allenatore che, come detto qualche riga sopra, gli ha sempre dimostrato grande fiducia. Ed è qui che, dopo aver toccato il fondo, ha fornito una prestazione degna di nota: sicurezza, dominanza aerea, precisione tecnica, solidità. Sembrava addirittura un altro giocatore rispetto a sole due settimane prima. Ed è qui dunque che si spiega il titolo di questo articolo: dopo aver toccato il fondo a Riad, il classe 2002 ha inizato a brillare. È chiaro, è solo una partita, ma averla fatta in una situazione di emergenza, nel pieno delle critiche, dimostra la personalità e la professionalità di questo ragazzo che va lasciato crescere e anche sbagliare in santa pace, come è giusto che sia. Ricorderete anche Gabbia, per fare l'esempio di un suo compagno di reparto: andato in prestito in Spagna dopo che a Milano le critiche erano all'ordine del giorno, per poi ritornare e diventare, con il tempo e con il duro lavoro, il pilastro fondamentale della difesa rossonera. Chissà che fra qualche mese, parleremo del 46 e del 5 come spina dorsale della difesa futura rossonera.